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Ricerca: ricetta Carrozza, misure 'anti-inattivi' e bilanci trasparenti

domenica 15 dicembre 2013

2' di lettura

Milano, 9 dic. (Adnkronos Salute) - "Il 2013 è stato una gara a chi perde meno. E questo è dovuto a una serie di tagli che si sono sovrapposti nel tempo. Per il prossimo anno stiamo facendo il possibile per invertire rotta: avremo 150 milioni in più e abbiamo liberato fondi per la ricerca, 41 milioni". Il ministro dell'Istruzione, università e ricerca, Maria Chiara Carrozza, fa il punto sui programmi futuri del Governo in materia di università e ricerca. "Quello che arriverà in più andrà in una parte 'premiale': dal 2014 avremo 840 milioni ripartiti e arriveremo a quota 16% del Fondo di finanziamento ordinario. E se presenteremo una legge sul modello di finanziamento dell'università, spero che ci sarà un dibattito costruttivo in Parlamento", spiega oggi a Milano, durante il convegno 'La ricerca in Italia. Cosa distruggere, come ricostruire', organizzato dall'università Bocconi, Novartis e Gruppo 2003. Il ministro espone alcuni punti su cui intende lavorare: un piano di pensionamento per i professori inattivi (che non fanno più produzione scientifica), un premio per l'università con il bilancio più trasparente e leggibile, una strategia per incentivare e rendere efficace il rientro dei cervelli in Italia, il sogno di una 'cabina di regia' sulla ricerca. Obiettivo: migliore gestione delle risorse e più efficienza nelle università del Belpaese. Due principi che impongono una riflessione, osserva: "Si può accettare che i professori dedichino meno tempo alla ricerca con l'avanzare dell'età. Ma non penso sia da consentire che non abbiano una produzione scientifica. Non si può accettare l'inattività totale. Ma dovremo muoverci comunque in considerazione dell'autonomia delle università, anche per evitare continui ricorsi al Tar. Io penso che si debba disincentivare o pensare a un piano di pensionamento per gli inattivi. Si dovrà mettere a punto un sistema di valutazione per questo. L'obiettivo a cui aspiro è di aumentare il numero di ricercatori e professori che sta nella forbice più alta della produzione scientifica. Dobbiamo aiutarli a essere produttivi". (segue)

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