Bologna, 10 dic. - (Adnkronos) - La Cna- Fita dell'Emilia Romagna, che associa in regione oltre 7.500 imprese di autotrasporto, chiede "sia fatta chiarezza sulle responsabilità di chi, approfittando del difficile momento economico, ha tentato, senza peraltro riuscirci, di trascinare il mondo dell'autotrasporto in una pericolosa avventura senza prospettive". Il riferimento è ai blocchi messi in atto o tentati dal cosiddetto Movimento dei Forconi. "Anche i trasportatori, come quasi tutte le categorie economiche e gli imprenditori di questo Paese - rimarca il pesidente regionale di Cna-Fita Daniele Giovannini - hanno ragioni da vendere: costo del lavoro, costo dei carburanti, intermediazione parassitaria, concorrenza sleale ed illegalità nel settore, sono solo alcuni dei problemi più impellenti; ma per far valere le proprie ragioni hanno scelto la strada del confronto e non certo quella dello scontro di piazza". Nei giorni scorsi le principali Associazioni di categoria del settore aderenti ad Unatrans e Anita hanno ottenuto dal Governo "le risposte auspicate, cosa che ha portato alla revoca del fermo nazionale" ricorda la Cna-Fita, riferendosi alla "conferma dei 330 milioni di euro destinati all'autotrasporto, nonché il ripristino del rimborso delle accise sui carburanti". Sono già stati realizzati i primi incontri sul cabotaggio stradale, rimarc ancora l'associazione, e sono stati presi impegni sulla riforma dell'Albo Trasporti e sulla riduzione dei costi Inail". (segue)