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'Ndrangheta: Cisterna testimone al processo Lo Giudice, niente da nascondere (2)

domenica 13 ottobre 2013

1' di lettura

(Adnkronos) - D'altra parte il magistrato ha aiutato Luciano Lo Giudice quando ha scoperto che il figlio di tre anni aveva una forma di autismo e aveva bisogno di un ricovero in un centro specializzato. "È un atto di umanità, lo rifarei", ha affermato deciso. In udienza, accanto al pm Beatrice Ronchi c'era anche il procuratore capo di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho, il quale ha posto ad Alberto Cisterna la domanda sull'opportunità di intrattenere rapporti con Luciano Lo Giudice conoscendo la storia della sua famiglia (un fratello collaboratore di giustizia e il padre morto in un agguato di mafia). Il magistrato ha ribadito che Luciano Lo Giudice era una persona incensurata. Ha chiarito inoltre che le due lettere spedite da Lo Giudice dopo il suo arresto e un sms arrivato sul suo cellulare da un'utenza non nota, sono state segnalate al procuratore nazionale antimafia, e che lui steso consegnò all'allora procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, una di queste lettere in fotocopia.

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