Perugia, 13 ott. (Andkronos) - Per avere i risultati definitivi delle analisi che i carabinieri del Ris di Roma stanno svolgendo sulla traccia ‘I’ isolata sulla lama del coltello ritenuto l’arma con cui è stata uccise Meredith Kercher bisognerà attendere il 30 ottobre, giorno in cui i periti nominati dalla Corte d’Assise d’Appello di Firenze depositeranno le loro conclusioni. Ma già da venerdì, giorno in cui nei laboratori degli esperti dei carabinieri hanno avuto inizio le analisi, sono iniziate a filtrare alcune indiscrezioni sulla paternità di quell’esigua quantità di Dna. Le indiscrezioni lo vorrebbero attribuito ad Amanda Knox, la studentessa americana prima condannata e poi assolta per l’omicidio della coinquilina Meredith. Ma ancora non vi è alcuna certezza, né ufficialità e come questo lungo processo ha insegnato, anche in presenza di ufficialità si potrebbe arrivare ad interpretazioni opposte. Se infatti, come si vocifera, quelle particelle biologiche appartenessero ad Amanda Knox, il dato potrebbe prestarsi ad essere letto in molti modi. La difesa si affretterebbe a dire che avendo Amanda frequentato la casa di Raffaele Sollecito - in cui il coltello venne repertato – non c’è nulla di strano se il suo Dna è rimasto su quella lama. Come – almeno questo è stato appurato pacificamente – Dna di Amanda era presente sul manico dell’arma. La presenza potrebbe essere giustificata da una banale operazione in cucina. E anzi, proprio la difesa della Knox, ha sempre sostenuto che la contestatissima traccia ‘H’, l’altra isolata sulla lama del coltello che per qualcuno è Dna di Meredith, altro non sia che amido di patate. Dunque Amanda le sue tracce sul coltello le avrebbe lasciate sbucciando le patate. (segue)