Milano, 27 dic. (Adnkronos Salute) - "La vicenda Stamina si sta evolvendo al di fuori di ogni regola, precludendo ogni possibilità di controllo da parte delle autorità sanitarie". Così, in una relazione in possesso dell'Adnkronos Salute, gli Spedali Civili di Brescia sintetizzano i loro timori sugli effetti che recenti pronunce di tribunali, chiamati a decidere se autorizzare le infusioni per alcuni pazienti, potrebbero avere sull'organizzazione dell'attività ospedaliera e, soprattutto, sulla salute degli stessi malati. L'ospedale descrive le sue paure riguardo a una storia "sempre più gestita dal circuito giudici-Stamina-pazienti-associazioni di questi-mezzi d'informazione". Gli esperti della struttura sanitaria pubblica lombarda, l'unica a oggi a 'ospitare' il trattamento Stamina, parlano di "gravi implicazioni" e di "pericolosissimi precedenti". Alcune decisioni dei giudici, infatti, "negano il ruolo fondamentale delle autorità sanitarie di dettare regole preordinate a individuare nel concreto il contenuto e i limiti del diritto alla salute". Ma, "anche prescindendo da considerazioni di natura clinico-scientifica", gli Spedali Civili lamentano "un'ulteriore alterazione del sistema delle 'cure compassionevoli'". Ma il timore più grande degli esperti bresciani è in particolare che, "ove si prevedesse in modo generalizzato che le cellule di un donatore vengano utilizzate anche per pazienti diversi da quello per il quale è stata effettuata la donazione, si consentirebbe a Stamina di ottenere, gratuitamente e a carico del Servizio sanitario, quel risultato che in passato, come si ricava da notizie di stampa, Stamina cercava di ottenere dietro pagamento di una somma (7 mila-8 mila euro). In pratica - incalzano gli Spedali Civili - si verrebbe a creare una sorta di 'banca delle cellule', la cui gestione di fatto farebbe capo a Stamina e ai medici che con questa collaborano". (segue)