Torino, 28 dic. - (Adnkronos) - A Torino ennesimo Natale sotto tono, ma ancora una volta non c'è stato il tanto temuto crollo 'a tutto campo' degli acquisti. A rilevarlo e' il primo bilancio 'a caldo' di Ascom Torino secondo cui il Natale 2013, per lo più in linea con l'anno precedente, ha fatto registrare qualche segnale di crescita in alcuni settori quali l' alimentare con +3-4% e l'hi-tech' con incremento fino al + 15%. In calo , invece, soprattutto abbigliamento, fino a meno 5%, profumeria e articoli musicali, questi ultimi con una flessione che ha toccato anche meno 15%. Dunque, nonostante si sia trattato del sesto Natale 'di crisi', i torinesi in generale non hanno pero' rinunciato, in toto e come da copione, al rito del regalo. "Anche quest'anno. - sottolinea la presidente di Ascom Torino, Maria Luisa Coppa - le spese natalizie dei torinesi si sono mosse, nel complesso, con grande attenzione e oculatezza, ma ancora una volta la tradizione del regalo natalizio è stata rispettata, evitando, grazie anche alla professionalità dei nostri operatori e alla loro capacità di adeguarsi ai tempi e ai gusti della clientela, il tanto paventato crollo degli acquisti. Ora, archiviate le feste di fine anno, i prossimi mesi dovranno consegnarci segnali forti e più coraggiosi da parte del mondo politico, in grado di dare risposte concrete alla crisi occupazionale, economica e dei consumi ancora in atto - conclude - fatti non parole e attenzione vera a quelli che sono i reali problemi della gente e del mondo imprenditoriale, per ricostruire quel clima di fiducia generalizzata e le condizioni più idonee per avviare un discorso di ripresa che ancora risulta difficile intravedere" Per quanto riguarda il settore alimentare, a vincere sulle tavole dei torinesi è stata ancora una volta la tradizione. Fra agnolotti e ravioli, brasati, capponi e panettoni, il settore alimentare ha sostanzialmente tenuto rispetto ai livelli dell'anno scorso e, per le gastronomie storiche e più specializzate, le vendite natalizie fanno registrare un segno 'più' fino al 3 - 4 %. Al bando le 'ricercatezze', si sono acquistati soprattutto prodotti tipici del territorio. In linea con l'anno scorso, nonostante i tagli praticati da molte aziende, anche la vendita di cesti natalizi, cesti di 'taglio sartoriale' confezionati su misura per il cliente, senza grosse pretese, ma ricchi di prodotti locali, di uso quotidiano e di buona qualità. E archiviato il Natale, i motori vanno già a ritmi sostenuti verso il cenone di Capodanno. Vendite mediamente in linea o in alcuni casi leggermente superiori con quelle dell'anno scorso anche per i pastifici e le pasticcerie subalpine. Un maggior afflusso di clientela si è registrato soprattutto nei giorni precedenti la vigilia, in modo particolare per l'acquisto di pasta fresca e panettoni artigianali. A conclusione di un'annata, nella media, in leggero recupero o poco al di sotto rispetto al 2012, il Natale 2013 per i ristoranti si è sostanzialmente mantenuto ai livelli dell'anno scorso con qualche 'guizzo' in più per i ristoranti, ma non oltre il 3%, rispetto al Natale di un anno fa. Quelle che sono venute a mancare sono state, per contro, le 'cene aziendali', mentre già da giorni sono in arrivo le prenotazioni per il cenone di Capodanno. (segue)