Roma, 18 dic. (Adnkronos) - "In questi casi è una questione di probabilità di rischio. Per evitare le ferite laceranti e dolorose del passato, per evitare che si ripetano, è giusto avere la massima attenzione e mettere in atto tutte le misure possibili per proteggere l' ex collega. E dico questo indipendentemente dalle valutazioni su ciò che è uscito e come è uscito. Anche perché se queste informazioni non escono pubblicamente, possono trapelare per altre vie ed essere ancora più pericolose". In un'intervista a 'Repubblica' il presidente del Senato, Pietro Grasso, valuta così le ultime minacce al pm della trattativa Stato-mafia, Nino Di Matteo. A minacciare, dal carcere, è Totò Riina. "Per me è un perdente. Credo che lo sia anche agli occhi dei suoi, perché la sua strategia è fallita", spiega Grasso. "E poi -aggiunge- io ho ancora qui (sulgozzo, ndr) la storia del 'Capo dei capi'. Di quel ragazzino di 17 anni, capo di una piccola banda a Milano, che teneva in tasca i ritagli della fiction Il capo dei capi". A giudizio dell'ex procuratoe nazionale antimafia, infatti, "queste fiction presentano due problemi: da un lato trasformare il poliziotto antimafia in una specie di Superman e quindi indurre l'idea che la lotta alla mafia la fanno solo i super eroi. L'altro è quello di mitizzare il mafioso. Io non dimentico che qualche ragazzo cinico a Palermo mi ha detto: 'Sì, però il poliziotto muore mentre il mafioso al massimo finisce la vita in galera"'.