Sassari, 20 dic. - (Adnkronos) - Reperti archeologici per un valore 1,1 milione di euro e 10 ordinanze di custodia cautelare. Sono i numeri dell'operazione 'Bonifacio' dei carabinieri del Comando provinciale di Sassari e del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale che hanno smantellato un'organizzazione di tombaroli che dalla Sardegna commerciava preziosissimi reperti archeologici in tutto il mondo. Le ordinanze di custodia cautelare per i 10 trafficanti (4 in carcere, 5 agli arresti domiciliari ed una misura cautelare dell'obbligo di dimora), sono di associazione per delinquere, configurata quale reato transnazionale, dedita a plurime violazioni dei reati di ricettazione, impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo stato, violazione in materia di ricerche archeologiche ed esportazione illecita. Dal novembre del 2012 fino ad oggi il gruppo era attivo nella 'Valle dei nuraghi', nell'area di Sassari e nella regione del Logudoro, i carabinieri hanno effettuato delle perquisizioni pilotate "a colpo sicuro" che hanno portato al rinvenimento ed al sequestro di preziosissimi e rarissimi reperti d'interesse storico-archeologico ma, ciò che più rileva, è stata disvelata l'esistenza di un sodalizio criminoso dedito alla commissione di delitti di procacciamento, di ricettazione e di commercializzazione verso il mercato italiano ed estero di reperti archeologici provenienti da scavi clandestini non autorizzati. Il gruppo, infatti, avvalendosi di volta in volta del contributo di diversi personaggi ha dimostrato di essere in grado di procacciarsi e di veicolare nel mercato sia italiano che estero (in particolare quello corso) un cospicuo numero di reperti di interesse storico-archeologico di particolare pregio. Tra i reperti sequestrati agli indagati nel corso delle indagini una navicella bronzea con prua stilizzata di epoca nuragica del valore di 600.000 euro, una figura bronzea raffigurante un guerriero con arco di epoca nuragica del valore di 200.000 e una navicella bronzea con prua stilizzata e protome taurina di epoca nuragica del valore di 500.000 euro. I destinatari dell'ordinanza cautelare sono Giovanni Battista Pirisi, di Sassari, Giovanni Puggioni di Torralba, Michele Zara di Codrongianos, Giovanni Antonio Sanna di Torralba, Salvatore Puggioni di Sorso, Pietro Manghina di Sennori, Sebastiano Achenza di Sedini (obbligo di dimora nel comune di Osilo);, Michele Luca Gerolamo Falchi di Tortolì, Costantino Ariani di Sassari e Albino Manunta di Bulzi .