(Adnkronos) - "Gli elementi emersi dall’analisi dell’attività radiologica in simil-Alp al Maggiore non giustificano le ipotesi di comportamenti opportunistici o anomali riferiti dai media in relazione all’esposto anonimo" ha ribadito il direttore generale dell’Ausl di Bologna Francesco Ripa di Meana. "Abbiamo condotto verifiche sistematiche, esaminando prestazione per prestazione, referto per referto, l’attività di ogni singola apparecchiatura radiologica, le modalità di accesso per i cittadini, grazie alla completa tracciabilità informatica dell’intero ciclo, dalla prenotazione alla refertazione - ha aggiunto - e guardato con severità, per un un intero mese, ogni minimo dettaglio e non abbiamo trovato nulla". Quanto ai dati, la produzione di esami radiologici dell’Azienda negli anni 2011 e 2012 è stabile (525 mila prestazioni nel 2012) così come quella dell’Ospedale Maggiore (231 mila esami nel 2012), dove si effettua il 46% del totale degli esami radiologici eseguiti dall’intera Azienda. La maggior parte di questi esami effettuati al Maggiore (il 66% nel periodo 2011- primo semestre 2013) è destinato a pazienti ricoverati e provenienti dal Pronto Soccorso. Gli esami radiologici in simil-Alp per l’intera Azienda rappresentano il 5% del totale degli esami eseguiti; all’Ospedale Maggiore la percentuale è del 9%. Infine, la percentuale di cittadini che non si è presentata ad un appuntamento radiologico in simil-Alp al Maggiore è equivalente a quella registrata nell’intera Azienda, circa l’8% del totale.