Lecce, 15 ott. - (Adnkronos) - Avveniva spesso con il metodo del 'porta a porta' la vendita di stupefacenti nella zona di Salice salentino, Guagnano, Veglie, Carmiano, Novoli e Porto Cesareo, in provincia di Lecce. Alla telefonata di richiesta del cliente seguiva l'arrivo a domicilio di un uomo fidato dell'organizzazione (o dei suoi eventuali sostituti), di solito entro pochi minuti. In questo modo si otteneva un duplice risultato: rafforzare la fidelizzazione degli acquirenti e moltiplicare in maniera esponenziale i punti di spaccio, complicando di pari passo qualsiasi eventuale pedinamento o osservazione da parte delle forze dell'ordine. E' quanto hanno scoperto i carabinieri di Lecce, Campi salentina e di altre compagnie che, stamane, coadiuvate da mezzi e unita' specializzate anche della Guardia di Finanza, hanno arrestato 12 persone, di cui una ai domiciliari. per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga e alle estorsioni in base a indagini partite a ottobre 2011 e terminate a luglio 2012 per quanto riguarda l'attivita' 'sul campo' e nell'aprile 2013 per la successiva fase di accertamenti e riscontri conclusivi. A dirigere le indagini, il pm Paola Guglielmi della Procura di Lecce. Le intercettazioni telefoniche e ambientali, i pedinamenti, gli accertamenti, le perquisizioni, le denunce e gli arresti in flagranza hanno mostrato un gruppo malavitoso organizzato e gerarchizzato. Sono 17 in tutto gli indagati. Lo spaccio si rivolgeva a un mercato ampio in cui il cliente-tipo spaziava dal disoccupato o dall'emarginato fino al normale lavoratore benestante o al professionista insospettabile, in un giro vorticoso di contatti che potevano arrivare anche alle molte decine al giorno. In certi casi, le richieste di vendita si facevano talmente insistenti da rendere indispensabile per lo smistamento l'intervento di esponenti di secondo piano.