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Toscana: Dpef 2014, dibattito in consiglio regionale su linee guida (4)

domenica 20 ottobre 2013

2' di lettura

(Adnkronos) - “Capisco l’intrinseca valenza delle affermazioni del ministro – ha continuato Manneschi – ma ci investirà in maniera evidente. La spesa pubblica toscana dovrà essere ricalcolata. Non sfuggiamo all’evidenza che la pressione fiscale è aumentata per scelte nazionali e non certamente regionali”. Se per Manneschi “l’intervento pubblico in economia va evitato”, occorre avere il “coraggio di salvaguardare il sistema sociale premiando il merito che produce ricchezza, lavoro e idee”. In una parola crea “sviluppo”. “Non è possibile accontentare tutti – ha concluso – ma aiutare a sviluppare le potenzialità, come nel caso delle varie fusioni, è nostro compito”. “Per una volta si sentono interventi duri e decisi su tagli lineari che durano e si susseguono da anni. I giudizi severi sul Governo, rivendicano la capacità di tenuta dei conti, di mantenimento della spesa sotto controllo e di scelte importanti che questa regione ha confermato come il fondo per la non autosufficienza. A giudizi così pesanti, devono corrispondere atti conseguenti”. Così la capogruppo FdS/Verdi Monica Sgherri che come primo atto essenziale individua una “apertura, anche severa e franca, nei confronti del Governo per entrare nel merito di quali tagli fare e quali entrate chiedere e pretendere. Penso al ripristino dell’Imu sulla prima casa per le residenze di lusso”. “Siamo ad una svolta – ha chiarito – perché tutti rischiano di ritrovarsi indifesi per la rimodulazione di enti e istituzioni non più al servizio dei cittadini”. È la “fine del modello del welfare e dello stato sociale”. Se il Dpef è “preso per buono” dalla capogruppo, occorre “mettere più attenzione su politiche di discontinuità. Spendere risorse ingenti su progetti come il sottoattraversamento – ha detto – è una scelta in continuità”. Per Sgherri, punti che dovrebbero essere “assunti come modello di sviluppo sostenibile”, sono individuati nella “filiera del riciclo”, nella “prevenzione della difesa del suolo” e nella “green economy”. “Uno dei punti di malessere più diffuso – ha concluso – è il non sentire legati al territorio gli investimenti portati avanti”

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