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Ricerca: Policlinico Milano e Ingm insieme per cure al letto del malato

domenica 20 ottobre 2013

2' di lettura

Milano, 16 ott. (Adnkronos Salute) - Abbreviare la strada che porta una scoperta scientifica dal banco di laboratorio al letto del malato, sotto forma di nuova terapia. E' l'obiettivo dell'alleanza tra la Fondazione Irccs Policlinico di Milano e l'Istituto nazionale di genetica molecolare (Ingm), che collaborano già da alcuni anni, ma che da oggi lavoreranno uniti fianco a fianco nel Padiglione Invernizzi del Policlinico in via Sforza, realizzato grazie a una donazione di 20 milioni di euro. L'Ingm è nato nel 2008 ed è stato fondato dal ministero della Salute, dal ministero degli Esteri, dal Policlinico di Milano e dalla Regione Lombardia. Da allora i suoi ricercatori hanno lavorato nel capoluogo lombardo al Policlinico, all'Istituto Galeazzi e al Pio Albergo Trivulzio. Solo da oggi vengono riuniti in un unico istituto di ricerca, e 'abiteranno' dentro il Policlinico. L'Ingm impiega 50 ricercatori, e nell'ultimo triennio ha pubblicato 40 articoli su riviste scientifiche internazionali. Le sue ricerche sono state possibili grazie a finanziamenti per 8 milioni di euro, raccolti negli ultimi 4 anni. Il Policlinico di Milano è, per produzione scientifica, il secondo Irccs in Italia, e il primo tra gli istituti pubblici. "La nostra forza - spiega Pier Mannuccio Mannucci, direttore scientifico dell'Irccs di via Sforza - è finora stata quella di applicare tecnologie della ricerca relativamente sofisticate ad una casistica ben selezionata. Ma in futuro sarà sempre più difficile tenere il passo con la tecnologia: per questo è fondamentale la sinergia con la ricerca di base, per rinvigorire una produzione scientifica molto valida ed evitare che venga rallentata". "La nostra missione - spiega Sergio Abrignani, direttore scientifico dell'Ingm - è utilizzare la ricerca per migliorare la diagnosi, la prognosi, i target delle terapie e quindi per migliorare la prevenzione secondaria delle principali malattie croniche, infettive, autoimmuni e neoplastiche. Da oggi possiamo colmare questo 'gap' nella ricerca sanitaria, studiando i meccanismi che regolano l'espressione dei geni e quella del sistema immunitario, sempre con l'obiettivo di potenziare le ricadute positive sui pazienti".

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