Roma, 18 ott. (Adnkronos Salute) - "Non vogliamo entrare nel merito delle polemiche nate sul San Filippo Neri tra organi di stampa e l'attuale Commissario dell'ospedale. Dobbiamo tuttavia evidenziare come tra i lavoratori si stia innescando paura e disorientamento sul loro futuro e su quello dell'azienda. Sappiamo con certezza che la direzione è stata costretta a dismettere una apparecchiatura di risonanza magnetica, costosissima ed efficiente, per carenza di organico, in particolare radiologi e medici. Un macchinario costato milioni di euro che dovrebbe essere utilizzato h24 per abbattere i tempi di attesa, oggi ben oltre i 365 giorni, corre il serio rischio di diventare inutilizzabile. Cosa c'è dietro? Gli utenti e i lavoratori hanno il dovere di essere informati sul destino di questa struttura". Lo evidenzia in una nota il segretario organizzativo della Uil Fpl di Roma, Paolo Dominici. Timori suscitati anche dal "decreto dell'allora commissario alla Sanità del Lazio, che sostanzialmente declassava il San Filippo Neri. Abbiamo bisogno di risposte dalla Regione Lazio. In particolare - precisa - chiediamo: perché ad oggi non è stato nominato ancora un direttore generale? Perché il ruolo del direttore amministrativo è affidato ad interim al titolare di un contratto precario? Sono vere le notizie che stanno filtrando sulla possibile annessione del nosocomio come Presidio dell'Asl Roma E. Infine perché si è fermato il progetto di ristrutturazione di tutto il Padiglione A?". "Per questo - conclude Dominici - la Uil Fpl di Roma chiede una convocazione in Regione per analizzare tutte queste problematiche".