Firenze, 18 ott. (Adnkronos Salute) - L' acqua del rubinetto usata dagli italiani per dissetarsi o cucinare e' a forte rischio contaminazione da microrganismi di origine fecale. E' quanto ha stabilito uno studio del 2010 coordinato da Marco Guida, del Dipartimento di Biologia dell'Universita' Federico II di Napoli, "ma la situazione non e' cambiata a tre anni di distanza da quei dati", spiega lo stesso Guida all'Adnkronos Salute, tra i relatori del XXV Congresso internazionale dell'Ordine nazionale dei biologi (Onb). La ricerca ha messo a confronto la qualità microbiologica dell'acqua che esce dal rubinetto di casa (65 prelievi) in 5 Regioni, con 150 prelievi di acqua minerale imbottigliata di 24 marche, il 73% della quota di mercato. "Ebbene nel 2010 il 25% dei primi campioni aveva una contaminazione da microrganismi di origine fecale - precisa Guida - un rischio dovuto alla cattiva manutenzione del rubinetto di casa, dell'impianto condominiale o una scarsa pulizia dei filtri usati per abbattere la durezza". L'acqua minerale imbottigliata e' risultata priva di contaminazione. Tra i microrganismi evidenziati dai controlli sono stati trovati per il 5,56% E. Coli, 18,52% coliformi totali, 2% Pseudomonas, 15,09% Aeromonas e 11,11% Enterococco fecale. "Nei tubi di casa si puo' formare un biofilm batterico - sottolinea l'esperto - che non puo' esserci nelle condotte cittadine. E' nell'ultimo tratto, dalla condotta alla rete del condominio fino a lavandino, che questo biofilm e' pericoloso perché non c'e' la pressione presente nelle condotte. Per evitare questo rischio microbiologico - conclude - e' necessario pulire con attenzione il rompi getto del rubinetto e con frequenza aprire l'acqua calda almeno a 55 gradi, cosi' da eliminare, ad esempio, la legionella. Ma se si vuole riempire una caraffa, meglio far scorrere abbondantemente prima di riempirla".