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Sanita': De Lillo (Pdl), Fatebenefratelli eccellenza romana

domenica 20 ottobre 2013

2' di lettura

Roma, 18 ott. (Adnkronos) - "Il Fatebenefratelli è unanimemente riconosciuto come una eccellenza sanitaria capitolina: reparti come quello di ostetricia, che all'interno delle sue due strutture ha visto nascere i tre quarti dei romani, ma anche pediatria, otorinolaringoiatria e chirurgia sono un fiore all'occhiello dell'assistenza romana e di tutto il territorio regionale e nazionale". È quanto afferma il consigliere Pdl della Regione Lazio Fabio De Lillo. "Va ricordato - prosegue De Lillo - che l'ospedalità nel mondo nasce a Roma, e nasce con istituti religiosi come il Santo Spirito e lo stesso Fatebenefratelli. Questa è una struttura storica della Capitale, di altissimo livello e specializzazione, che nel corso dei secoli è divenuto presidio fondamentale e riferimento per il territorio e tutta l'utenza. Soprattutto, così come gli altri istituti classificati, ovvero gli ospedali gestiti da istituiti religiosi, ha costi nettamente inferiori rispetto a quelli pubblici, circa il 50 per cento in meno. Eppure, anche a fronte di costi produzione e per posti letto così inferiori, la Regione Lazio ha un disavanzo nei confronti degli ospedali classificati per decine di milioni di euro. Questa carenza di risorse ha creato delle pesanti ripercussioni in molte strutture del territorio, Fatebenefratelli in primis, che non si vedrebbero così riconoscere le capacità di gestione e di assicurare il servizio contenendo e ottimizzando le spese". "Apprendiamo dell'incontro tra i vertici dell'ospedale e del ministero della Salute e Regione, che non può stare a guardare: per questo chiederemo al presidente Zingaretti e ad Alessio D'Amato un incontro urgente che abbia come tema proprio il futuro degli ospedali classificati e il futuro del Fatebenefratelli. Vista l'urgenza di mettere mano al riordino del servizio sanitario regionale - conclude de Lillo - ritengo sia fondamentale prendere a esempio queste strutture che costano la metà erogando servizi di pari livello, invece di penalizzarle mettendole in condizione di chiudere presidi territoriali di eccellenza".

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