Palermo, 7 nov.- Non e' ancora pervenuta alla Corte d'Assise di Palermo la lettera del Quirinale in cui si informa che il Capo dello Stato Giorgio Napolitano e' pronto a testimoniare a Palermo nell'ambito del processo per la trattativa tra Stato e mafia. A renderlo noto, all'apertura dell'udienza, e' il Presidente della Corte d'assise Alfredo Montalto. "In relazione ad alcune richieste avanzate nei giorni scorsi dai legali sulla lettera del Quirinale - spiega Montalto - si informa che non e' ad oggi pervenuta alcuna lettera". Montalto si riserva "allorche' la lettera perverra', di esaminarla e ove il contenuto sia rilevante per il processo" e' disponibile a mettere il materiale "successivamente a disposzione delle parti per le eventuali rispettive valutazioni e determinazioni". Nel comunicato dei giorni scorsi il Quirinale ribadiva che nella testimonianza del Capo dello Stato ci saranno dei 'paletti', posti dalla stessa Corte d'Assise di Palermo al momento della decisione lo scorso 17 ottobre. La testimonianza sarà limitata entro il quadro definito dalla Corte costituzionale nella sentenza con cui aveva accolto il ricorso del presidente della Repubblica per la distruzione immediata delle intercettazioni delle sue conversazioni telefoniche con Nicola Mancino. Di quelle registrazioni, che sono state poi effettivamente distrutte, non si parlerà dunque nel processo. I giudici a suo tempo hanno ammesso la deposizione "nei soli limiti delle conoscenze del teste che potrebbero esulare dalle funzioni presidenziali e dalla riservatezza". Napolitano potrà rispondere anche sulle sue conoscenze anteriori alla sua elezione alla presidenza della Repubblica. Ma, rendendo nota la sua disponibilità, il capo dello Stato ha fatto sapere che le sue conoscenze sono limitate.