(Adnkronos) - Nei personal computer della sede italiana venivano infatti individuate e acquisite le evidenze di cio' che effettivamente avveniva: da Viareggio partivano disposizioni di dettaglio sulle scelte strategiche dell'intero gruppo, sulle modalita' della gestione finanziaria delle stesse societa' lussemburghesi, arrivando persino a indicare agli stessi formali amministratori esteri gli importi , le date, i mittenti e i destinatari di bonifici; tutti elementi posti a fondamento della ipotesi investigativa che le societa' lussemburghesi erano da considerarsi di fatto residenti in Italia e quindi soggette alla normativa tributaria del nostro Paese. L'indagine della Procura si e' estesa anche in territorio lussemburghese, dove il Comando Provinciale di Lucca ha eseguito, tramite richiesta di rogatoria internazionale, con la collaborazione della polizia giudiziaria del granducato del Lussemburgo, perquisizioni locali presso le societa' con sede in Rue Beaumont, nella capitale del Granducato. I documenti originali acquisiti hanno consentito alla Procura di Lucca di indagare per "omessa dichiarazione" di oltre 80 milioni di euro, 10 soggetti di cui 8 domiciliati fiscalmente in Lussemburgo. Il Nucleo di Polizia Tributaria di Lucca, utilizzando ai fini amministrativi le risultanze dell'indagine.