Taranto, 12 dic. - (Adnkronos) - "Il 15 ottobre mi avete portato dove avete voluto. Non vi do nemmeno risposte perche' stavo con i tranquillanti. L'avvocato Galoppa doveva dire 'basta, questo interrogatorio non va avanti'". Cosi' Michele Misseri, sempre a proposito dell'interrogatorio del 15 ottobre 2010, rispondendo a una domanda del procuratore aggiunto Pietro Argentino che chiedeva se la moglie sapeva se lui doveva andare in garage nel pomeriggio del 26 agosto. Inoltre a Misseri, sentito come testimone, anche se nel processo e' imputato per concorso in soppressione di cadavere, e' stato chiesto il motivo per il quale, se e' vero che si voleva far scoprire durante i giorni successivi alla scomparsa, si era messo alla ricerca della carta sim del telefonino della vittima. "Perche' volevo mettere la carta sim nel telefono", ha risposto, lo stesso telefono che ha confessato di aver piazzato prima vicino alla caserma dei carabinieri e poi in una stazione di servizio affinche' fosse ritrovato. Quanto alla gelosia di Sabrina per Ivano Russo, l'uomo ha detto di averlo saputo dalla televisione e comunque da altre persone come Alessio Pisello, amico di Sabrina. Il pm Mariano Buccoliero ha chiesto spiegazioni a Misseri sul momento dell'omicidio. In particolare ha chiesto il motivo per il quale, dopo avere afferrato alle spalle la vittima, l'avrebbe lasciata per un attimo per prendere la corda con cui l'avrebbe strangolata. L'uomo ha risposto di aver preso il primo oggetto che aveva a disposizione. "Se avessi avuto un cacciavite avrei preso un cacciavite", ha concluso.