Roma, 24 apr. (Adnkronos) - "Sembra di essere catapultati in un girone infernale", davanti "a esseri umani umiliati, volutamente ridotti a 'non persone', nei confronti dei quali parole come diritti e dignita' appaiono drammaticamente prive di senso". E' la tragica descrizione del Cie di Trapani Milo, fatta da una delegazione dell'Arci che oggi e' riuscita ad accedere nel centro, trovando "una situazione di estremo degrado, strutturale, igienico e sanitario. Stanze, sporche, maleodoranti e spoglie, ognuna con sei brandine, sprovviste di lenzuola e cuscini. Bagni, privi di porte, senza docce funzionanti. Un sala mensa che non viene usata per 'motivi di sicurezza', mentre ai migranti viene fornito un sacchetto di plastica con dentro il cibo - di cui lamentano la qualita' e la scarsita' - che viene consumato per terra". La delegazione, che e' riuscita a entrare, grazie alla presenza della parlamentare del Pd Alessandra Siragusa, ricorda che nel Cie siciliano, nei giorni scorsi, c'erano state proteste, fughe e 70 detenuti avevano deciso lo sciopero della fame e della sete. "Una struttura - riferisce l'Arci in una nota - concepita come un super carcere, con alte mura che dividono i vari bracci impedendo qualsiasi comunicazione tra di essi". "Nonostante le rassicurazioni del medico, che ha definito la situazione sanitaria 'd'eccellenza' - prosegue la nota - la delegazione ha riscontrato una evidente violazione del diritto alla salute, che si manifesta sia per la carenza di strumentazioni d'urgenza (manca per esempio un defibrillatore), sia per l'incuria a cui sono abbandonati i malati: un ragazzo col braccio lesionato aspetta da quattro mesi di essere visitato, un altro dovrebbe essere operato a un occhio, tre cardiopatici non ricevono l'assistenza necessaria…. Il medico ha anche riferito che ci sono stati negli ultimi tempi ben 50 atti di autolesionismo e alcuni tentativi di suicidio". (segue)