-(Adnkronos) - "Tutto nasce dalla passione, dalla curiosita' dall'interesse di Gianni Agnelli nei confronti di Larry Rivers, un artista poco conosciuto in Europa, ma celebrato in America, intento a dipingere la storia di un uomo", ha ricordato Furio Colombo, a cui si deve l"incontro' tra Gianni Agnelli e Larry Rivers. Un torinese, un ebreo, di straordinaria qualita' e grandezza. L'Avvocato amava Primo Levi, la sua 'torinesita', Gianni Agnelli aveva anche la coscienza precisa - ha proseguito Colombo- di quanto fosse importante poi, nel capoluogo piemontese, il ruolo e il peso della comunita' ebraica". "La sfida e' oggi quella di narrara la nostra identita' contemporanea, sia di ebrei, che di italiani - ha annunciato il direttore del Museo ebraico - Alessandra Di Castro- Primo Levi e' l'emblema, il primo tassello di questo nuovo percorso". Il presidente della Comunita' ebraica di Roma, Riccardo Pacifici ha aggiunto: "Primo Levi che rivive oggi con questa mostra, grazie all'acquisizione delle opere di Larry Rivers da parte di Gianni Agnelli, ha avuto il coraggio di raccontare coraggiosamente, drammaticamente attraverso la scrittura, la tragedia dei sopravvissuti. Le tele dell'artista americano sintetizzano in modo magistrale il percorso umano ed esistenziale di Levi. Sintesi di quello che e' stato l'orrore, le lacerazioni, non solo di Levi, ma di tutti i sopravvissuti della Shoah'.