(Adnkronos) - Questa la motivazione con cui Paolo Giordano ha deciso di assegnare il Premio: "I romanzi di Elizabeth Strout hanno, semplicemente, tutto. Il suo sguardo, da un'altezza vertiginosa, non perde un solo dettaglio: c'e' un occhio per la famiglia, uno per la comunita' dov'e' immersa, uno a raggi X per i pensieri invisibili, uno per i cambiamenti epocali e un altro sempre distratto dalla natura. E puoi stare certo che, alla fine, una rivelazione arrivera'. Come un raggio di sole che si e' districato fra le nubi, ti colpira' dritto negli occhi. Non ho ancora trovato una persona, fra le tante alle quali ho raccomandato i libri di Elizabeth Strout, che poi non abbia sentito il bisogno di esprimere gratitudine. La proliferazione dei suoi lettori e' virale e io non vedo l'ora che, attraverso il premio, il contagio sfugga al controllo. La mia e' una missione: voglio creare un fan club di Elizabeth Strout, un gruppo di fanatici, una setta". "E' importante, essenziale, che tutti quanti leggano i romanzi di Elizabeth Strout. Questo Premio sara' il mio megafono per gridarlo", ha dichiarato Paolo Giordano. Il dibattito Strout/Giordano e' doppiamente significativo. Da un lato sottolinea la vocazione 'multiculturale' di questo Premio, storico ma al contempo attualissimo nel saper volgere lo sguardo anche oltre i confini nazionali. Dall'altro segna il punto di incontro dialogico fra due generazioni di scrittori, pronti a raccontarsi l'uno all'altra per poi confrontarsi con il pubblico in sala.