Dopo i Fiori del male- dissi a Baudelaire - non vi rimane altro, logicamente, che la bocca di una pistola o i piedi della croce. Baudelaire scelse i piedi della croce. Ma l'autore di À rebours farà la stessa scelta?» Con questa domanda retorica- spararsi o tornare alla fede?- il gentiluomo e dandy Jules Barbey d’Aurevilly, scrittore non di poco conto e intransigente critico incline a uno spietato rigore polemico, chiude il profilo dell'amico Joris-Karl Huysmans (1848-1907), salito alla ribalta della grande letteratura con À rebours (Controcorrente), sontuoso e originale romanzo-breviario del decadentismo. Di Barbey d’Aurevilly, convertitosi al cattolicesimo dopo una vita condotta all'insegna della dissipazione, alcool e divoranti passioni, più che per il celebre manualetto sul dandysmo, andrebbero riletti almeno Le diaboliche e Una storia senza nome, romanzo di devastante ferocia domestica, dove il conflitto psicologico tra una cupa madre e una virginale e mite figlia, s'incrocia con lo stupro subito da quest'ultima da parte di un sinistro frate cappuccino, che scatena una tempesta emotiva nelle due donne. Voglio scendere nella tomba e calpestarlo con i piedi, dirà la madre, dopo il suicidio della figlia e aver scoperto la fossa del diabolico frate defunto da anni.
Insieme a Huysmans, Barbey d'Aurevilly può essere ritenuto, secondo la definizione di un raffina«D to esteta come Mario Praz “un altro Santo Padre del decadentismo”. Entrambi, ed è questo un altro aspetto che gli accomuna, dopo aver descritto e in parte vissuto sulla propria pelle il peccato e il vizio, incontrano, ciascuno a suo modo, la fede. Di Joris-Karl Huysman è finalmente possibile leggere anche Marthe, storia di una prostituta (pp. 173, €17), il suo primo e più che promettente romanzo del 1876, scritto già con mano sicura. Come accade spesso per i disseppellimenti letterari di opere cadute nell'oblio, il libro, curato e ben tradotto da Filippo D’Angelo, è pubblicato da una piccola casa editrice come Prehistorica, il cui catalogo è dedicato esclusivamente alla letteratura francese, e segue un’altra sorprendente narrazione dello scrittore francese, Vite di coppia, pubblicato in Francia nel 1881 e in Italia nel 2022. All'epoca della sua uscita, Vite di coppia, popolato di bohémien, operai e prostitute, fu stroncato dalla critica ufficiale, ma rivalutato recentemente da Michel Houellebecq come un capolavoro.
Per chi abbia letto il suo Sottomissione, sa che il protagonista ideato da Houellebecq dedica la sua tesi di dottorato all'illustre capostipite della letteratura decadente, ripercorrendo le tappe decisive della sua opera e vita, terminata all'età di cinquantanove anni a causa di un cancro alla mascella, dopo aver sempre lavorato come impiegato ministeriale. In Sottomissione, ricostruendo la vita e l'inchiesta su Gilles de Rais - siamo nel XV secolo -, accusato di violenza e tortura di decine di bambini, l'autore compie una ricognizione storica analoga a quella letteraria di Huysmans nel romanzo L'abisso, costellato di occultismo e messe nere, in cui il naturalismo è definito il «cinto erniaro del sentimento». La trama dello scandaloso Marthe mette a fuoco la vita di una ragazza rimasta orfana a quindici anni, operaia mal pagata in un laboratorio di false perle. La vita che conduce è insopportabile fino al giorno in cui, spinta dalla fame, e immaginando un futuro meno miserabile, si trasforma in vassalla del primo venuto. In una parola, prostituta; ovvero una donna che ricorda «quelle mule che, dopo essere inciampate, scattano d'improvviso sotto lo schiocco di una frustrata».
Umiliata e disgustata cerca di emanciparsi ottenendo una scrittura come cantante in un teatro di second'ordine. Artefice di questa trasformazione è Ganginet, un vecchio attore alcolizzato e d'infimo rango, ma provvisorio antidoto contro il veleno esistenziale assorbito da Marthe. Tuttavia, la fuga della ragazza dal maturo teatrante è dietro la porta, e si realizza quando arriva Léo, un giovane scrittore squattrinato che ignora il suo passato e con cui inizia a convivere. Tra alti e bassi e nuovi incontri, Marthe tornerà alla degradazione del mestiere più antico del mondo. Se al mattino viene vessata da lattai e macellai, che la deridono e le sputano tra le gambe, gli stessi, la sera, sbavano nel bordello per baciargliele. La morte di Ganginet, il matrimonio senza passione di Lèo e l'estasi per il vuoto di cui è vittima Marthe, ritornata fra le braccia di sconosciuti, sono i tre diversi destini di questo triangolo amoroso senza sorrisi e pacificazione. Il romanzo, a suo tempo censurato e sequestrato, ci racconta quindi di una donna in fuga dalla sua realtà cloacale per farvi ritorno, «attratta come un insetto lo è dal fuoco della lampada».
Non bisogna dimenticare che Huysmans è lo scrittore del disgusto, che predilige ambienti e situazioni caratterizzate da repulsione e dall'ossessione per il sordido. È troppo innamorato della cacca, scriverà perfidamente Edmond de Gouncourt. Marthe precede il periodo naturalista rappresentato da Le sorelle Vatard, Alla deriva, Zaino in spalla e Vite di coppia, ambientato in una Parigi baudelairiana evocata con torbida potenza e crudo realismo. A questa stagione farà seguito quella decadente di Controcorrente e L'abisso. Verrà poi il momento della conversione mistico-estetizzante di Huysmans, le cui opere hanno i titoli de La cattedrale, del liturgico L'Oblato, che rimette in scena il doppio letterario dell'autore (Durtal), convertitosi al cattolicesimo dopo essersi immerso negli abissi della magia e del satanismo descritti ne L'abisso, Le folle di Lourdes, Per strada, solcato dal dualismo tragico tra Angelo e Demonio, e ancora, l'allucinato e visionario Santa Lidwina di Scheidam, biografia della santa olandese vissuta tra il XIV e XV secolo, capace di trasferire miracolosamente su di sé il male degli altri, pregando. Nell'opera huysmaniana naturalismo, decadentismo e misticismo non sono così nettamente separati, ma tendono a confondersi, come nel caso dei due estremi incarnati dalla prostituta e dalla santa, che a volte si sovrappongono in più pagine di questo magnifico e contraddittorio scrittore.