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L'era dell'auto (e di Mercedes) sorgeva 140 anni fa

In realtà risale addirittura al 1769 il “carro a vapore” realizzato da Joseph Nicolas Cugnot, e che in effetti fu il primo veicolo della storia non azionato né da energia animale, né dal vento
di Maurizio Stefanini venerdì 3 luglio 2026

3' di lettura

L’automobile fa 140 anni. Cioè, in realtà risale addirittura al 1769 il “carro a vapore” realizzato da Joseph Nicolas Cugnot, e che in effetti fu il primo veicolo della storia non azionato né da energia animale, né dal vento. Anche se le dimensioni sono più o meno quelle di un’auto moderna e se andava su ruote e non su rotaia, però, è piuttosto un antenato del treno, che partì nel 1801 come ausilio per il traino di carrelli in miniera, e nel 1825 come trasporto di passeggeri.

In seguito furono realizzati altri antenati dell’auto, variamente alimentati a vapore, a gas o anche con l’elettricità, che però non si rivelarono pratici. Ci fu anche qualcosa a benzina, inventata nel 1825, ma a livello di prototipo. È però il 3 luglio 1886 che infine un ingegnere tedesco tra lo stupore della gente riesce a far andare per qualche decina di metri il Patent Motorwagen, realizzato dall’industria che con quell’obiettivo aveva appunto creato tre anni prima. Un triciclo con grandi ed esili ruote a raggi, mosso da un motore monocilindrico orizzontale a quattro tempi di circa un litro di cilindrata, che erogava 0,8 cavalli, ed era stato brevettato il 29 gennaio. Brevetto nº 37435, per la precisione.

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Il luogo fu la Ringstraße di Mannheim, dove l’azienda aveva la sede. Il nome dall’inventore: Carl Benz, e la sua società Benz dopo varie fusioni ancora sopravvive nel marchio Mercedes-Benz. Può sembrare incredibile, ma a lui non deve invece il nome la benzina, che come già ricordato esisteva già, e la cui etimologia è dall’arabo (lu)ban Gawi: “incenso di Giava”. Che abbia anche inventato il veicolo che rese la benzina una delle merci più vendute è uno straordinario nomen omen, sebbene in quel modello sperimentale ne fosse usata poca, non essendovi un vero serbatoio. Una scelta per semplificare la realizzazione, come lo era stata quella di mettere avanti una sola ruota invece di due per non complicare il meccanismo di sterzata. Per questo durante quel test il primogenito Eugen Benz dovette venirgli dietro con una scorta, per rabboccare il carburatore ogni volta che si esauriva. Fu comunque la prima volta che su un mezzo di trasporto vennero impiegati congiuntamente un carburatore, un sistema di raffreddamento ad acqua, un sistema di accensione elettrica, un sistema di sterzatura e un telaio di tipo tubolare.

Molti dei passanti presenti, stando alle cronache, rimasero perplessi. Ma sulla stampa il successo fu immediato, e i giornali diedero al modello il nome di Velociped, che non era in realtà quello originale. A quel punto Benz lanciò allora un modello con quattro ruote e serbatoio, che si chiamava in realtà Benz Velo, ma fu noto a sua volta come Veloziped. Ma non sfondò fino a quando la signora Bertha Benz, vedendo che per l’insuccesso il marito andava in depressione, il 5 agosto 1888 non ebbe la trovata di prendere l’auto a sua insaputa e di andarci a trovare i genitori con i due figli: 90 km di andata e ritorno, e un colpo di genio di marketing che lanciò definitivamente l’invenzione. Undici anni dopo in Italia nacque la Fiat, precedendo a sua volta di quattro anni la Ford e di nove la General Motors.

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Oggi la strada percorsa da Bertha Benz è conosciuta come la Bertha Benz Memorial Route ed è ufficialmente, dal 25 febbraio 2008, una strada turistica. Una Mottorwagen è conservata al Museo dell'automobile “Karl Benz” di Ladenburg in Germania, e nel 2011 l'Unesco ha inserito il brevetto del primo modello nell'Elenco delle Memorie del mondo.

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