CATEGORIE

Dall'Homo Sapiens alla nascita dell'Homo Digitale

Un saggio traccia il passaggio dalla civiltà informatica a quella in cui il controllo dei dati determinerà anche l’evoluzione umana
di Alberto Fraja mercoledì 1 luglio 2026

3' di lettura

Stiamo tagliando l’ultimo ramo dell’antropocentrismo sul quale siamo seduti: quello dell’homo sapiens. La domanda da farsi è cosa faremo, dopo che i glutei saranno finiti nella polvere. Non è del tutto improbabile che gli ideali dell'umanesimo si dilegueranno e, poco alla volta, passo dopo passo, mescolandosi con robot e computer che lo avranno trasfigurato sempre di più, sapiens scomparirà per lasciare forse il posto a una sua versione nuova ma tutta da definire. È del resto quel che accade quando una civiltà arriva al suo punto di massima espansione e, proprio mentre si sente più forte, comincia a mostrare le sue crepe più profonde. «Oggi se non respiri digitale, muori: telefonino, pc, tablet per libri e giornali; i contanti sono roba da museo e paghi senza mettere mano in tasca... con lo smartphone suoni il clacson dell’auto, ne accendi i fari, azioni l’antifurto in casa» scrive Pino Aprile nel suo brillantissimo saggio La fine dell’Uomo Sapiens (Piemme, 208 pagine, 18,90 euro), riflessione ampia, coraggiosa e fuori dagli schemi sul destino della nostra epoca. Un destino che si forgia nel tempo di una sola vita, dopo secoli, millenni di sostanziale stabilita, sconvolti da una rivoluzione che vede la gran parte delle persone trascinate da un vento di cui capiscono poco, ma a cui non ci si può sottrarre. L’autore si interroga su cosa provochi la caduta di un’era, su quali forze saranno chiamate a battezzare la nascita di una nuova e su quale spazio resti all’essere umano in un mondo sempre più segnato da apparati, concentrazione del potere e trasformazioni spesso invisibili.

I Giubilei nella storia a colpi di bolle papali e la “regola del 25”

Come è a tutti noto, Bonifacio VIII (Benedetto Caetani), con la Bolla “Antiquorum habet” indisse nel ...

QUANDO INIZIA LA FINE?
Ma che cosa provoca la caduta di una civiltà e la nascita di qualcosa d’altro? «Questa è la domanda da cui ne discendono altre: quando finirà quella che stiamo vivendo, la civiltà informatica? Cosa verrà dopo, c’è modo di saperlo? E ci piacerà? Ci sarà ancora posto per noi, così come siamo? Se sì,quale? Saremo noia guidare o saremo guidati? Da chi, da cosa? E potremo continuare a chiamarla civiltà o dovremo usare un altro termine?», sono le domande essenziali che Aprile allinea nel suo libro. Non solo: la civiltà informatica è davvero il punto più alto della nostra evoluzione oè solo una fase di passaggio? Saremo ancora protagonisti del nostro cammino oppure verremo progressivamente guidati da logiche esterne, tecniche e impersonali? Di una cosa possiamo dirci certi: siamo quasi giunti alla estinzione dell’Homo Sapiens, il che - per l’autore -non è necessariamente una brutta notizia. La prossima tappa nell’evoluzione della nostra specie sarà il prodotto della rivoluzione dell’InfoTech e del BioTech. Un’epoca che chiunque può definire come crede. Per esempio, Civiltà Digitale. Il prossimo sarà l’uomo le cui molte parti saranno prodotte, gestite (e controllate) digitalmente («fino a qualche tempo fa le correzioni ai nostri corpi non andavano oltre la dentiera e la gamba di legno e l’unica possibilità di commistione uomo-macchina era farsi investire da un’automobile» ironizza Aprile) I dati, insomma, saranno la materia prima di questa nuova fase storica. E chi avrà accesso ai dati ci conoscerà molto più di noi stessi. Quelli che ci riguardano saranno gestiti con algoritmi che non saremo noi a produrre, ma altri, aziende Ma fino a che punto può spingersi la civiltà digitale? Dobbiamo temerne una vocazione titanica all’illimitato? È anch’essa malata di hubris?

Guido Harari, si apre lo scrigno dei ricordi: cinquant'anni di foto e racconti

La Basilica palladiana di Vicenza trasformata in un ottovolante. Di emozioni, esperienze, ricordi. Colori, musica e magi...

Tranquilli, ragiona Aprile, ciò non accadrà: «I tempi dell’esistenza di una civiltà paiono obbedire una legge matematica che porta a un numero, raggiunto il quale, una civiltà crolla e un’altra sorge. E quel numero è sempre lo stesso. Dunque, è una costante, e segna il confine». Tale confine l’autore lo definisce Lu, il Limite ultimo, Perché, come ricordava il grande etologo, Konrad Lorenz intervistato anni fa dallo stesso Aprile (l’intervista è pubblicata ad inizio libro) «Gli alberi non crescono mai fino al cielo» (detto tedesco). «Gli alberi possono essere altissimi, ma hanno un limite e il limite ha una ragione; se il fusto crescesse troppo, la linfa non riuscirebbe più a salire fino in cima. Il vento lo spezzerebbe, l’albero morirebbe. Questo vale per tutti gli esseri viventi: quanto più grandi diventano, più sono vulnerabili. Come i dinosauri, di crescita si può morire». Almeno per ora, dunque, possiamo dormire sonni tranquilli. Sempre sperando che ChatGPT non venga a frugare pure sotto le nostre lenzuola.

tag
homo sapiens
pino aprile

A Gioia Tauro Diego Fusaro si candida sindaco. Sovranista? Non proprio: una lista clamorosa, l'imbarazzante "compagno"

Intervista di Pietro Senaldi Pino Aprile: "Terroni e nordisti, prevedo la secessione"

Ti potrebbero interessare

Diego Fusaro si candida sindaco. Sovranista? Non proprio: una lista clamorosa, l'imbarazzante "compagno"

Giulio Bucchi

Pino Aprile: "Terroni e nordisti, prevedo la secessione"

Davide Locano

Pavese e la nostalgia delle radici: il mito come ritorno a casa

Che Cesare Pavese sia una delle figure più incisive del Novecento italiano, e che, nonostante ci abbia lasciati n...
Silvia Stucchi

La risacca della storia

La macina della risacca (Sellerio, pag. 411, euro 17,00) non potrebbe entrare in classifica neanche se il suo autore &nd...
Alberto Pizzini

Il male nelle crepe dei mille volti di Milano

Milano è una città dai mille volti. Cambia faccia a seconda dell’ora, del quartiere, della tensione ...
Francesco Musolino

La parola chiave dell'universo l'ha trovata Leopardi

Con il romanzo Dura madre. L'infinito di Leopardi (Mimesis, € 14,00, pp. 136) l’esperto e talentuoso scri...
Carmelo Claudio Pistillo