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Bollo

L'origine del lemma è il latino bulla, che si riferiva sia a una bolla d'acqua, sia a una borchia sia a un sferetta d'oro
di Massimiliano Arcangeli domenica 20 settembre 2026

2' di lettura

L’origine remota di bollo è il latino bulla, che in epoca classica, oltreché a una bolla d’acqua (o di sapone), poté riferirsi a una borchia (di una porta, o una cintura) o a una sferetta, d’oro o di cuoio, che gli artefici di un trionfo e i giovani delle classi sociali superiori appendevano al collo come talismano contro il malocchio.

Quei giovani, patrizi o ingenui (“nati liberi”), portavano la bulla sul petto fino al compimento del loro diciassettesimo anno, col raggiungimento dell’età adulta, dopodiché se ne privavano insieme alla toga praetexta, ornata di porpora (e sostituita con la toga virilis), introdotta a Roma - unitamente alla bulla - dagli etruschi.

Dal VI secolo la bulla, in piombo, designò il sigillo appeso a un documento pontificio (bulla papalis, o apostolica, o pontificalis) e quindi, per estensione, l’atto stesso. Dal latino medievale bullare (“contrassegnare con una bolla”), che indicò proprio il sigillo metallico apposto a un decreto o a un’epistola di emanazione papale, sarebbe quindi scaturito bollo, documentato - per ‘marchio’ - a partire dal ’500: «E a fine, che i beni e le masserizie che hanno a servire a gl’ammalati non vadano male, vogliamo che lo Spedalingo tenga appresso di sé un bollo, ò vero marchio di ferro, col quale si bollino, ò marchino le coperte, ò paramenti, gl’ornamenti, e l’altre masserizie, e beni mobili, che bollare ò marchiare si possono, acciocch(é) non si scambino, ò si portino altrove, ò si alienino» (Statuti, capitoli, et constitutioni, dell’ordine de’ Cavalieri Di S. Stefano (...), Fiorenza, Stamperia di Filippo Giunti, 1595, p. 89; prima ediz.: 1562); «Debbe il Granmaestro havere una bolla, ovvero bollo particolare, nella parte di sopra, della quale debbe essere scolpita l’arme sua, e dall’altra banda la Croce della Religione; la qual bolla debbe essere di piombo, et usarsi nel dar credenza, e fermezza a tutte quelle cose, che si spediranno per autorità, e maggioranza del Granmaestro; debbe ancora tenerne un’altra d’argento, con la quale si bollino, e segnino in cera rossa le patenti, et altre lettere tali, secondo che sarà giudicato convenirsi» (ibid., p. 141).

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