Salasso Monti

Tasse, calcolo su una famiglia media: oltre il 40% del reddito va allo Stato

Sebastiano Solano

La crisi ha svuotato il ceto medio. Quante volte abbiamo sentito queste parole. Parole in libertà usate strumentalmente un po' da tutti gli analisti, che non danno conto però delle situazioni concrete. L'ha fatto Panorama, nel numero di questa settimana, analizzando le spese a cui deve far fronte una famiglia media italiana, marito, moglie e due figlie di 9 e 12 anni. Una famiglia monoreddito, con lui bancario di 44anni, con un reddito di oltre 44.747 euro lordi all'anno, che corrispondono a circa 2.800 euro al mese, e lei casalinga, quindi senza reddito. Una famiglia mediamente benestante, con un reddito che le permette di concedersi qualche minimo lusso, tipo le vacanze estive al mare e quelle invernali in montagna.  Il salasso dell'Irpef - Quanto paga di tasse un famiglia così composta? Una cifra monstre: 18.543 euro, tra cui 12mila euro circa di Irpef e 624 euro di Imu. Ma non basta. Sulle utenze, gli acquisti di ogni giorno, il condominio, l'abbigliamento e le attività sportive la mazzata è, in percentuale, forse ancora più pesante: 6.511 di euro in più rispetto al prezzo reale dei prodotti e dei servizi, al netto cioè di Iva, accise e imposte varie, che gravano su beni e servizi per un importo pari al 50% dell'Irpef. Un salasso, anche questo. L'8% del reddito in accise della benzina - Nel dettaglio, c'è una voce in particolare ad influire pesantemente sul potere d'acquisto di questa famiglia media: le accise sulla benzina, una mannaia da 1.438 euro all'anno, tra il 7 e l'8% delle spese complessive (Irpef compresa). Una mannaia, tanto insopportabile e odiosa quanto anacronistica: tra la miriade di accise, ad esempio, paghiamo ancora quella alla Guerra d'Etiopia. La famiglia in questione, comunque, pur tra mille difficoltà, stringendo la cinghia, alla fine del mese ci arriva. E' considerata, in questi tempi di crisi, di ceto medi-alto. Abbassare le tasse - Una rarità, che però rende ancora più intollerabile la longa manus dello Stato, pronta a svuotare il frutto del lavoro di una famiglia. La ricetta per uscire dalla crisi, come ormai hanno capito un po' tutti, è quella di abbassare le tasse, non alzarle. L'opposto di quanto fatto dal governo Monti, per intenderci. Una soluzione che oltre a far ripartire l'economia, contribuirebbe a far riacquistare la fiducia dei cittadini nello Stato, che non considererebbe più il pagamento delle tasse come un'odiosa intromissione.