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Philip Morris Italia: "Siamo eccellenza produttiva italiana"

di AdnKronos domenica 28 luglio 2019

2' di lettura

Roma, 22 lug. (AdnKronos) - "Siamo un’eccellenza produttiva italiana. Il nostro obiettivo è un futuro senza fumo, e su questo stiamo concentrando tutti i nostri investimenti". Lo dice Marco Hannappel, amministratore delegato di Philip Morris Italia, in un'intervista al 'Corriere Economia', ricordando come l'autorizzazione alla vendita negli Usa di Iqos, che utilizza il tabacco riscaldato che elimina la combusione, si tratti "di un riconoscimento importantissimo e testimonia come attori diversi, ciascuno per quanto gli compete, possono risolvere insieme il problema del fumo". Queste sigarette innovative, destinate al mercato americano, saranno prodotte in Italia, "dove abbiamo investito - ricorda Hannappel - oltre un miliardo tra il 2014 e il 2019 per creare ex novo lo stabilimento di Crespellano. Adesso è a regime al 100% e insieme alla fabbrica di Zola Predosa impiega circa 1.600 persone. Non solo. Nei lavori di realizzazione dello stabilimento sono state coinvolte oltre 650 imprese, di cui il 90% made in Italy. Siamo una realtà italiana perfettamente integrata nella filiera nazionale". Proprio Crespellano, dice ancora, "rappresenta un unicum perché innova, produce e poi esporta un knowhow, tutto italiano". "In Italia - continua l'ad - siamo presenti dalla coltivazione del tabacco fino alla rivendita. Abbiamo sottoscritto un protocollo di intesa con il ministero delle Politiche agricole con cui ci siamo impegnati all’acquisto di 500 milioni di tabacco italiano in cinque anni per lo più da coltivatori di Veneto, Toscana, Umbria e Campania, regioni con una forte tradizione nella coltivazione e dove lavoriamo con circa mille aziende agricole". Quanto agli impegni sull'ambiente, continua Hannappel, "il protocollo che abbiamo sviluppato si basa sugli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e ci permette di aiutare i coltivatori a produrre un raccolto di qualità che sostenga e tuteli l’ambiente, dalla fertilizzazione alla gestione degli scarti e dell’acqua, sulla base delle buone pratiche agricole, che pretendono anche un codice di condotta rigoroso per quanto riguarda i rapporti di lavoro", conclude l'ad.

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