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Lombardia: Airbnb, codice affitto breve è complicazione affari semplici

domenica 21 gennaio 2018

2' di lettura

Milano, 17 gen. (AdnKronos) - "L’ufficio complicazione affari semplici non chiude mai ma questa volta, complice la campagna elettorale e la fretta di fare qualche regalino last-minute, Regione Lombardia si è davvero superata. Quando la politica non capisce un fenomeno, crea un registro". E' quanto si afferma da Airbnb, il portale degli affitti brevi, dopo che il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato una modifica alla normativa sul turismo che istituisce un ‘Codice identificativo di riferimento' per gli annunci turistici di case vacanza. "Eccoci quindi all’ennesimo obbligo burocratico imposto anche a una categoria, quella della locazione breve, che negli ultimi 24 mesi la Regione si è affannata a negare esistesse, equiparandola alla casa per vacanza, in barba al codice civile e le leggi dello Stato". Per Airbnb "oggi hanno perso tutti: gli onesti si troveranno a dover affrontare maggior burocrazia (mentre i furbi continueranno a farla franca riportando codici identificativi fasulli o altrui), le istituzioni affronteranno maggiori oneri per istituire uno strumento che non servirà a niente, e dovranno arrampicarsi sugli specchi per difendere in tribunale una norma chiaramente contraria al diritto Ue. Infine gli ospiti verranno confusi da annunci con un codice senza significato, presente solo in Lombardia, senza alcuna garanzia che la sua presenza sia davvero sinonimo di una struttura legittima". Inoltre, si continua, "dopo il regolamento attuativo del 2016 che elencava il numero esatto di posate, bicchieri, tazzine e scolapasta che si dovrebbero trovare in ciascuna casa per le vacanze presente in Regione, ci troviamo di fronte ad un nuovo strumento per scoraggiare (e in caso sanzionare) i cittadini colpevoli solamente di voler esercitare il diritto alla proprietà privata e all’attività di impresa, e di far crescere il turismo del territorio". Al voto regionale del 4 marzo "le migliaia di proprietari, agenti immobiliari e cittadini che condividono le loro case con i turisti sapranno certamente unire i punti tra chi sbandiera semplificazione e chi intende farla davvero".

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