Il cervello di Mark Zuckerberg non si ferma mai e la sua ultima iniziativa potrebbe essere la prossima grande scommessa di Menlo Park, oppure chissà… l’ennesimo esperimento destinato a spegnersi. Sguardo crescente sui mercati di previsione e si prepara la risposta di Meta in un settore che sta rapidamente attirando capitali e utenti. L’obiettivo è intercettare nuovi spazi di crescita in un ecosistema social che mostra segni di saturazione e che spinge le big-tech a cercare nuove forme di engagement.
Secondo quanto anticipato dal The New York Times, il gruppo sta lavorando ad “Arena”, un’app autonoma che consentirebbe agli utenti di fare previsioni su eventi sportivi, politici, di attualità e andamenti di Borsa attraverso un sistema a punti, senza scommesse in denaro nella fase iniziale.
Il progetto, ancora sperimentale ma considerato strategico, sarebbe separato da Facebook, Instagram, WhatsApp e Messenger, pur potendo contare su una base potenziale di oltre 3,5 miliardi di utenti complessivi.
L’idea nasce dal boom dei cosiddetti prediction market, piattaforme che trasformano le previsioni in contratti scambiabili. Realtà come Polymarket e Kalshi sono diventate un fenomeno globale, con volumi di scambio enormi e una crescita accelerata fino a superare i 130 miliardi di dollari nel 2026. Ma il settore non è privo di ombre.
Un’inchiesta del Wall Street Journal ha evidenziato come i profitti siano concentrati in una minoranza di utenti professionali, mentre la maggioranza perde denaro. Non mancano i rischi di manipolazione e insider trading, come nel caso di un militare americano accusato di aver sfruttato informazioni riservate su operazioni legate a Nicolás Maduro per ottenere guadagni personali.
La crescita del comparto ha già attirato l’attenzione della Commodity Futures Trading Commission e della politica americana, che teme derive speculative. Meta aveva già tentato un esperimento simile nel 2020 con Forecast, poi chiuso. Ora Zuckerberg prova a rilanciare, ma resta l’incognita principale: Arena riuscirà davvero a vedere la luce o finirà tra i progetti abbandonati della Silicon Valley?