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Ponte Messina: ingegneri divisi, da cattedrale nel deserto a svolta per Italia (5)

domenica 18 febbraio 2018

1' di lettura

(AdnKronos) - "O prima o dopo il ponte si farà - assicura Di Paola -, è una questione solo di tempo. La Sicilia ne avrebbe un vantaggio enorme, Messina e Reggio diventerebbero una sola città e ci sarebbe un flusso continuo di mezzi e persone. Io non concordo con chi dice che sarebbe una cattedrale nel deserto". Il suo sì al ponte è legato allora, "non tanto all’opera in sé", ma a quello che comporterebbe in termini di ricchezza per tutta la Sicilia, per la Calabria, per le Università e per l’Italia intera. Sarebbe una svolta". E il rischio infiltrazioni da parte della criminalità organizzata? "Da cittadino comune - dice Di Paola - credo che un sistema di queste proporzioni, con investimenti finanziari dell'ordine di una finanziaria nazionale, avrà anche gli anticorpi per difendersi da eventuali attacchi con controlli accurati da parte delle autorità competenti". Né il ponte sullo Stretto potrà diventare un'incompiuta. "Sarebbe un affronto per l'Italia perché i riflettori di tutto il mondo saranno puntati su quest'opera".

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