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Attacco finanziario all'Italia, Giancarlo Giorgetti e la preghiera a Mario Draghi: "Deve intervenire"

di Giulio Bucchi domenica 19 agosto 2018

2' di lettura

Una preghiera a Mario Draghi. Quanto la situazione finanziaria dell'Italia sia delicata lo ribadisce Giancarlo Giorgetti. In una intervista a Libero, il sottosegretario della Lega aveva detto di temere un assalto speculativo alla fine di agosto, in concomitanza con i giudizi sul rating annunciati dalle agenzie internazionali. Ora, al Messaggero, sottolinea ancora il rischio: "Sta declinando il quantitative easing della Bce, i fondi speculativi fanno il loro mestiere, tocca a noi essere credibili e vincere l'istinto speculativo". Da qui, la richiesta a Francoforte di riaprire l'ombrello: "Draghi e la Bce in questi anni hanno svolto una funzione importantissima. Mi auguro che il programma del quantitative easing vada avanti". Senza quell'intervento, è il non-detto, sarà dura resistere alle turbolenze in arrivo.  Leggi anche: "Hanno già deciso", Dago-bomba sull'Italia. Scatta il golpe finanziario Al rientro dalle ferie, infatti, il Parlamento e il governo cominceranno a ragionare seriamente sulla finanziaria. Il ministro dell'Economia Giovanni Tria, ironizza Giorgetti, è "sotto assedio per forza. Lega e 5Stelle chiedono la realizzazione delle loro promesse elettorali: flat tax, reddito di cittadinanza e revisione della legge Fornero, a settembre troveremo il modo per finanziare le tre proposte". C'è poi la bomba dell'aumento Iva: "La clausola di salvaguardia l'hanno messa quelli prima e noi stiamo cercando di sterilizzarla. Per quanto riguarda gli 80 euro verranno inseriti nella riforma complessiva delle aliquote fiscali: non saranno più classificati come spesa, ma come riduzione di tasse". Si profila una guerra con Bruxelles? "In tanti hanno detto in passato che le regole europee sono stupide, introdurremo un nuovo approccio come siamo riusciti a fare con l'immigrazione". A cominciare dalla flessibilità, con il rapporto deficit-Pil dallo 0,8 programmato all'1,6-1,7% nel 2019, ovvero 15 miliardi in più di spesa. "Questa è la base di partenza - conclude Giorgetti -, a maggior ragione dopo l'emergenza infrastrutturale emersa in questi giorni. Meno di questo non si può immaginare. Si possono però ottenere ulteriori margini se ci dimostreremo seri e credibili".

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