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Diamanti: Tar Lazio accoglie ricorso Dpi, il 17 ottobre discussione merito

domenica 28 gennaio 2018

2' di lettura

Milano, 23 gen. (AdnKronos) - Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato dalla Diamond Private Investment contro l'Autorità Antitrust per l'annullamento del provvedimento del 20 settembre scorso, con il quale l'Agcm ha comminato multe alla Dpi, a Intesa Sanpaolo e Mps per pratiche commerciali scorrette nella vendita di diamanti, e ha fissato la data per la discussione del ricorso nel merito. Il collegio del tribunale amministrativo, "visto l'articolo 55 comma 10 del Codice di procedura amministrativa e considerato che le esigenze della parte ricorrente siano apprezzabili favorevolmente e tutelabili adeguatamente con la sollecita definizione del giudizio nel merito, fissa, per la discussione del ricorso nel merito, l'udienza pubblica del 17 ottobre 2018", si indica nell'ordinanza pronunciata mercoledì scorso, 17 gennaio. Lo scorso 30 ottobre l'Antitrust ha comunicato di aver comminato multe per oltre 15 milioni di euro a imprese e banche coinvolte nella vendita di diamanti a fini di investimento, vicenda su cui anche la Procura di Milano indaga per truffa. Al termine di due istruttorie l'Agcm ha ritenuto "gravemente ingannevoli e omissive" le modalità di offerta dei diamanti da investimento da parte di Intermarket Diamond Business (Idb) e Diamond Private Investment (Dpi), anche attraverso gli istituti di credito con i quali operavano: Unicredit e Banco Bpm per Idb e Intesa Sanpaolo e Mps per Dpi. I profili di scorrettezza riscontrati per entrambe le società dall'Agcm hanno riguardato le informazioni "ingannevoli e omissive" diffuse attraverso il sito e il materiale promozionale delle due società sul prezzo di vendita dei diamanti, sull'andamento del mercato dei diamanti, sulla possibilità di liquidare e rivendere agevolmente le pietre preziose alle quotazioni indicate e con una tempistica certa e la qualifica dei professionisti come leader di mercato. "Abbiamo impugnato il provvedimento dell’Agcm innanzi al Tar poiché palesemente inficiato da gravi errori sia nell’accertamento dei fatti che nelle decisioni conclusive", commenta Maurizio Sacchi, amministratore delegato di Dpi, all'Adnkronos.

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