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Manovra, a rischio taglio contribuiti dei giovani

domenica 15 ottobre 2017

2' di lettura

Roma, 10 ott. (AdnKronos) - Potrebbe non decollare l'ipotesi di dimezzamento dei contributi per i lavoratori autonomi 'giovani' da inserire in Legge di Bilancio. Fortemente voluta a livello politico in seno al governo, l'intervento volto a dare completezza al pacchetto delle misure per aggredire la disoccupazione giovanile accanto alla decontribuzione al 50% per gli under 29, secondo quanto riferiscono fonti tecniche all'Adnkronos, è in forse a causa delle scarse risorse a disposizione. In base alle simulazioni allo studio costerebbe intorno ai 300 milioni nel 2018, una cifra di per sé esigua ma comunque difficile da reperire tra le pieghe di una coperta sempre più corta. Verso la conferma invece la proroga del bonus assunzioni 'giovani' e 'disoccupati' al Sud per decontribuzioni totali della durata di un anno. Voce pesante nel menu della Legge di Bilancio il dimezzamento dei contribuiti sui neoassunti under 29 che costerebbe, mediamente, intorno a 1 miliardo di euro l'anno, sarà strutturale e a livello nazionale. Dopo il triennio non ci sarà alcun decalage dell'incentivo, visto il carattere strutturale della misura, e scatterà la contribuzione ordinaria. Altra voce impegnativa del nuovo bilancio sono le risorse per i nuovi contratti per gli statali, circa 2,9 miliardi restando alle sole amministrazioni centrali. A incidere anche gli interventi per la lotta alla povertà, con il reddito di inclusione. Si lavora anche al ventaglio di opzioni per accogliere le richieste di Mdp e tagliare il superticket sanitario da 10 euro: l'ipotesi è di un intervento graduale, più selettivo il primo anno per poi estenderlo a tutti negli anni a venire. Questo permetterebbe di contenere i costi, da circa 200 milioni del 2018 a 600 milioni con l'abolizione per tutti. Fino all'ultimo i tecnici di Mef e Chigi limeranno le proposte per far quadrare i conti di una manovra che a occhio e croce avrà una dotazione di partenza di quasi 20 miliardi di euro: 11 miliardi verranno reperiti in deficit con la flessibilità aggiuntiva concordata con Bruxelles, 3,5 miliardi da tagli della spesa pubblica e oltre 5,1 miliardi di maggiori entrate nell'ambito della lotta all'evasione. Le misure in dirittura di arrivo sul fronte fiscale riguardano la rottamazione bis, la riapertura della definizione agevolata delle liti pendenti, la web tax, l'estensione della fatturazione elettronica e cartolarizzazione dei crediti fiscali e saranno contenute in un decreto da approvare contestualmente alla manovra o qualche giorno prima.

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