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Vino: Confagricolura Veneto, ancora una volta Report demonizza il Prosecco

domenica 26 novembre 2017

2' di lettura

Venezia, 21 nov. (AdnKronos) - A distanza di un anno la trasmissione Report torna con una trasmissione dedicata al Prosecco e lo fa nuovamente demonizzando i produttori e il loro lavoro. Dispiace che anche stavolta si sia cercato in tutto il servizio di mettere in cattiva luce il Prosecco”, sottolinea Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneto e Treviso, “nonostante il lavoro e gli sforzi che da parte di tutti si stanno facendo per arrivare a una sostenibilità ambientale. Molte sono le cose che stanno cambiando: dalle normative più rigide che stanno imponendo le amministrazioni comunali, come le distanze minime tra i vigneti e le case, ai codici di autoregolamentazione varati dai Consorzi di tutela, che hanno portato anche al divieto di Glifosate, Mancozeb e Folpet a partire dalla campagna vitivinicola 2018. Che tutto questo non venga colto dalla trasmissione di Rai 3 è un vero peccato”. Anche le associazioni di categoria - ricorda Giustiniani - stanno facendo la loro parte: “Confagricoltura Treviso ha finanziato il primo progetto per realizzare una varietà Glera resistente, frutto di una convenzione con il centro di ricerca Crea.Ve di Conegliano, che consentirà di arrivare a un abbattimento fino al 70 per cento di trattamenti. Il progetto vede coinvolte 17 tra le maggiori cantine della terra del Prosecco con l’obiettivo di ottenere nuove varietà resistenti e di andare incontro alle esigenze del consumatore e del cittadino, che chiede una vitivinicoltura attenta alla tutela degli ecosistemi e delle risorse naturali. È uno sforzo economico importante, da parte di tutti, che testimonia la nostra attenzione per il territorio e la volontà di arrivare a un Prosecco biosostenibile”. Giustiniani sottolinea infine come la polemica sul nome Prosecco, rilanciata per il secondo anno da Report, sia "sterile e poco attinente alla realtà: Il Prosecco è nato qui, su queste colline, e il suo successo è dovuto al lavoro dei nostri vitivinicoltori, che hanno saputo esaltarne la qualità, facendolo diventare un brand di successo”.

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