Anche i lavoratori dipendenti possono evadere le tasse. E ora finiscono nel mirino del Fisco. Sebbene il fenomeno sia generalmente associato a professionisti e autonomi, anche chi percepisce uno stipendio può incorrere in irregolarità fiscali e, nei casi più gravi, essere destinatario di controlli e sanzioni da parte dell'Agenzia delle Entrate.
Nell'immaginario comune il rischio di evasione riguarda soprattutto le partite Iva, poiché i dipendenti versano imposte e contributi attraverso il datore di lavoro, che agisce come sostituto d'imposta trattenendo quanto dovuto direttamente dalla busta paga. Un meccanismo analogo interessa i pensionati, con l'Inps che provvede alle trattenute fiscali prima dell'erogazione dell'assegno.
Esistono però situazioni particolari in cui il sistema presenta maggiori margini di irregolarità. È il caso, ad esempio, dei lavoratori domestici, come colf e badanti, che non dispongono di un sostituto d'imposta. Proprio di recente la Guardia di Finanza ha scoperto una presunta frode fiscale dal valore di circa 1,5 milioni di euro che avrebbe coinvolto alcuni lavoratori del settore.
Ma i controlli non riguardano soltanto casi estremi. Nei prossimi mesi l'Agenzia delle Entrate concentrerà l'attenzione sulle dichiarazioni dei redditi e sulle buste paga, verificando il corretto adempimento degli obblighi fiscali da parte dei contribuenti.
Particolare attenzione sarà rivolta ai lavoratori che hanno percepito redditi da più fonti nel corso dello stesso anno. Chi ha ricevuto due o più Certificazioni Uniche, oppure ha incassato redditi di diversa natura soggetti a tassazione, potrebbe infatti essere tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi per consentire al Fisco di effettuare il ricalcolo complessivo delle imposte dovute.
In assenza della dichiarazione obbligatoria, l'Agenzia delle Entrate può inviare una comunicazione al contribuente e applicare le relative sanzioni. Il rischio non scatta soltanto quando emerge un'imposta non versata: anche l'omessa presentazione della dichiarazione, pur in presenza di un debito fiscale pari a zero, può comportare conseguenze.
Resta comunque vero che, nella maggior parte dei casi, per un dipendente è più difficile sottrarsi al pagamento delle imposte, proprio perché il prelievo fiscale avviene a monte attraverso il sostituto d'imposta. Diverso il discorso per il lavoro nero o per eventuali redditi non dichiarati, situazioni che continuano a rappresentare un terreno sensibile per l'attività di controllo dell'amministrazione finanziaria.