La scorsa estate, parafrasando una definizione di Italo Calvino del “bravo scrittore”, Attilio Befera inviò una lettera ai dipendenti spiegando che «il bravo funzionario pubblico è colui che si sdoppia sempre nel cittadino che ha di fronte». Il principio, invocato dal direttore dell'Agenzia delle Entrate insieme a quello del “buon padre di famiglia”, sembra essere lo stesso a cui si è ispirata l'azione di un funzionario della Direzione provinciale di Ferrara il quale, accorgendosi di incongruenze o errori materiali nel versamento di tributi relativi ad atti notarili ed utilizzando prassi consolidate negli uffici del fisco, tentava di risolvere la pratica in via informale attraverso “avvisi bonari” inviati telematicamente o manualmente. (...) Continua a leggere l'approfondimento di Sandro Iacometti su Libero in edicola oggi mercoledì 13 maggio