Reggio Emilia, 15 mag. - (Adnkronos) - La forte tensione che caratterizza il mercato internazionale del latte ha ripercussioni evidenti anche sul Parmigiano Reggiano, ma a differenza del latte spot (-50%) e di altri prodotti derivati, per il 're' dei formaggi italiani la flessione delle quotazioni che ha raggiunto il -8% dall'inizio dell'anno ad oggi, dovrebbe ora arrestarsi e, a breve, se non interverranno fenomeni speculativi, è prevedibile una ripresa. Queste le valutazioni emerse dal Comitato Esecutivo del Consorzio del Parmigiano Reggiano a fronte del drastico calo del prezzo del latte a livello mondiale e della tendenza ad un ulteriore e pesante ribasso. Dal Consorzio, dunque, sono state espresse "preoccupazioni per questa spinta ribassista che ha determinato anche una flessione evidente delle quotazioni del Parmigiano Reggiano": oltre 50 centesimi da febbraio ad oggi dopo il buon rialzo di fine 2013. "Dall'inizio dell'anno - sottolinea il presidente dell'Ente di tutela, Giuseppe Alai - la produzione è stabile (-0,03%), e anche nel mese di aprile si è attestata allo stesso livello del 2013". "La tendenza alla riduzione dei quantitativi, peraltro, si è avviata nell'estate 2013 (-0,83% il saldo dell'anno), e si va così gradualmente compensando quella forte crescita avvenuta nel 2011 (+7,1%) e nel 2012 (+2,3%) che - aggiunge Alai - per un formaggio a lunga stagionatura, genera effetti pesanti che si scontano da 12 a 30 mesi dopo il momento della produzione". Mentre il Piano di produzione continua, dunque, a cercare l'equilibrio tra domanda e offerta, conclude Alai, "occorrerà vigilare affinchè non si insinuino tendenze che rivelerebbero la presenza di fenomeni puramente speculativi lungo la filiera di una Dop che non ha nulla a che vedere con il latte spot".