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Deficit al 3,1%? Tutta colpa del Superbonus di Giuseppe Conte: spunta la prova

venerdì 24 aprile 2026

2' di lettura

Non bastavano le parole del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ora arriva anche la prova. La colpa del deficit sopra il 3 per cento? Il Superbonus. Lo dicono le carte del ministero dell'Economia e delle Finanze per cui, senza l’impatto dei bonus edilizi, il disavanzo si sarebbe fermato al 2,7 per cento consentendo l’uscita dalla procedura europea per deficit eccessivo. A certificarlo sono i tecnici nel Documento di finanza pubblica, visionato da Franco Bechis per Open. Qui si segnala l’emersione "in gran parte inattesa" di nuovi crediti legati al Superbonus. Una sorpresa arrivata solo a marzo 2026, dovuta a una coda di lavori già avviati negli anni precedenti ma comunicati in ritardo all’Agenzia delle Entrate, rende nota la testata online.

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"Per quanto riguarda il deficit, la differenza è spiegata dall’emersione in gran parte inattesa di nuovi crediti edilizi legittimati dalla legislazione previgente sul Superbonus - scrive Bechis -. Nello specifico, si tratta prevalentemente dell’emersione tardiva di una coda di operazioni effettuate nell’anno 2025 e comunicate all’Agenzia delle entrate entro il 16 marzo 2026, per le quali si è fruito dello sconto in fattura/cessione del credito sulla base delle clausole di salvaguardia e che, sulla base della normativa sul Superbonus, includono interventi che, alla data del 15 ottobre 2024, risultavano già formalmente avviati".

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Per far fronte a tutto questo, l’Agenzia delle Entrate ha inviato circa 12mila comunicazioni ai contribuenti, selezionati in base al rapporto tra bonus ricevuti e valore catastale degli immobili. E dai controlli sono emersi immobili regolarizzati, casi senza obblighi dichiarativi e altri che richiedono ulteriori verifiche.

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