(Adnkronos/Labitalia) - Tumietto e Distefano sono entrati nel merito della questione: il primo si è soffermato sulla firma elettronica dopo le novità del 2013 e sulla conservazione digitale sostitutiva dei documenti: "Al massimo tra cinque anni - ha sottolineato Tumietto - si modificherà radicalmente il nostro modo di lavorare. Un processo avviato da tempo, se si pensa che per completare l'iter normativo sulla fatturazione elettronica ci sono voluti tredici anni, che porterà a un notevole miglioramento del lavoro e a un monitoraggio puntuale della spesa pubblica". I dati emersi durante l'intervento di Claudio Distefano guardano invece in prospettiva: "Come dimostrano i recenti dati, resi noti dall'Osservatorio 'Digital innovation' della School of management del Politecnico di Milano -ha spiegato Distefano- l'introduzione della fattura elettronica porterebbe a risparmi per 1,6 miliardi di euro annui e se fosse integrata all'intero ciclo di fornitura del bene o del servizio i risparmi sarebbero 6,5 miliardi di euro annui per l'intero sistema. Cifre significative se pensiamo che circa 2 milioni di imprese italiane sono fornitrici della pubblica amministrazione e il volume delle fatture scambiate è circa di 60 milioni l'anno per un importo di oltre 135 miliardi". Distefano ha esposto nel dettaglio lo scenario dei sistemi gestionali di trasmissione e conservazione nonché il sistema messo in atto dall'Agenzia per l'Italia digitale - presidenza del Consiglio dei ministri - per far sì che la fattura elettronica, com'è già accaduto per la posta elettronica certificata o per la firma digitale, da obbligo normativo diventi un'opportunità per semplificare le procedure e ridurre i costi.