(Adnkronos) - Quanto ai tempi "europei" dei pagamenti, i 30 giorni imposti dalla legge (60 per Asl e casi specifici) restano un "miraggio" per le imprese: il 55,3% non ha rilevato un'accelerazione dei pagamenti da parte delle Pa nel corso del 2013. Per il 12,3% un'accelerazione c'è stata, ma lieve; solo il 4,5% ha riscontrato un'accelerazione rilevante. Una quota consistente (27,9%) non sa dare una risposta. "C'è un'emergenza liquidità dovuta al malcostume dei ritardati pagamenti, oltre alla stretta creditizia, una politica omicida delle imprese e suicida dello Stato - commenta il presidente di Confindustria Padova, Massimo Pavin - Un terzo delle aziende ha liquidità insufficiente per l'operatività, imprese sane vanno in crisi per carenza di fondi nel breve termine. Non è accettabile che si continui a fallire per eccesso di crediti. L'intero debito delle Pa nei confronti delle imprese va saldato nel più breve tempo, sono soldi nostri. Non è solo un atto dovuto di civiltà giuridica ma può essere il più potente stimolo alla ripresa". "Questa restituzione di liquidità darebbe ossigeno a molte aziende. Scorrerebbe lungo le filiere produttive, raggiungendo più imprese di quelle che vantano crediti con la Pa, perché consentirebbe a queste ultime di pagare i loro fornitori, ma anche di ridurre l'esposizione bancaria. Contribuendo anche alla normalizzazione dei pagamenti fra privati, fra grandi e piccoli", spiega.(segue)