Palermo, 14 mar. - (Adnkronos) - La sburocratizzazione, la realizzazione delle infrastrutture, gli incentivi alle imprese. E' la ricetta per salvare il tessuto industriale palermitano ribadita da sindacati, aziende ed istituzioni locali durante un incontro, organizzato nel capoluogo siciliano dalla Cisl Palermo Trapani e dalla Fim Cisl Sicilia, sul ruolo dei gruppi industriali nazionali. Un'occasione per fare il punto sulle maggiori vertenze aperte: dalla Fiat di Termini Imerese a Fincantieri per arrivare all'Ansaldo Breda di Carini. Per il sindacato occorre "un serio piano industriale" da parte della Regione. "Per lo stabilimento Fiat di Termini Imerese - ha affermato Mimmo Milazzo, segretario Cisl Palermo Trapani - si pensi subito alla realizzazione delle opere previste dall'accordo quadro. Per Fincantieri si proceda in tempi rapidi con le revoca degli appalti precedenti e la realizzazione del bacino da 80mila tonnellate attraverso la firma di un accordo di programma fra Regione e azienda, non si può più perdere tempo". Così mentre il settore metalmeccanico soffre e ci sono oltre 2 mila lavoratori in cassa integrazione e negli ultimi anni sono andati persi 200 posti di lavoro, la Regione "non comprende - ha aggiunto Salvatore Picciurro, segretario Fim Cisl Sicilia - il valore strategico del cantiere navale di Palermo per lo sviluppo di tutta l'Isola. La vicenda è stata gestita con superficialità, questo vale anche per la vertenza Fiat di Termini Imerese, per la quale serve un assunzione di responsabilità". Per Maurizio Bernava, segretario della Cisl Sicilia, serve "un piano generale di sviluppo. Sarebbe il caso che la Regione mettesse subito al centro delle scelte lo sviluppo attraverso l'uso dei fondi europei, il rilancio infrastrutturale, un'operazione di marketing per attrarre investimenti e per fare questo serve una forte e seria interlocuzione con il Governo nazionale".