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Lavoro: Camusso, si rischia un paese di poveri

domenica 9 marzo 2014

2' di lettura

Brescia, 6 mar. (Adnkronos) - "Servono politiche per creare il lavoro e per non far fuggire non solo i cervelli ma anche la manodopera giovanile, altrimenti creiamo un debito straordinario sui nostri figli e sui nostri nipoti progettando un paese di poveri". E' quanto ha affermato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, nel corso del suo intervento al congresso provinciale di Brescia del sindacato. Secondo Camusso, "il debito più grande è questo insieme alla legge sulle pensioni, una legge che non garantisce un domani ai giovani, una pensione dignitosa. Il presidente del Consiglio al congresso del Pse ha parlato del debito che stiamo trasmettendo alle future generazioni ma qui siamo al replay di Monti, Tremonti e Sacconi e dietro a tutto questo c'è l'idea che il debito pubblico sia immutabile nel tempo. Ma non è così -ha avvertito Camusso- i nostri figli e i nostri nipoti non avranno il debito di oggi ma quello che stiamo creando sbagliando le politiche per la sua riduzione". Come un orologio, ha sottolineato la sindacalista, "sono intervenuti il Fondo monetario internazionale per chiedere nuove regole sul mercato del lavoro e l'Unione europea per dire di abbassare il debito pubblico. Se non si ha il lavoro per milioni di persone tutto il resto non tiene e non bastano i contratti di solidarietà perchè il lavoro che c'è oggi non è sufficiente per essere redistribuito. Bisogna creare lavoro -ha concluso- e per farlo serve un forte intervento pubblico, non la conservazione faticosa di ciò che c'è ma la sua trasformazione".

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