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Petrolio: assessore veneto, no a trivellazioni per idrocarburi in Adriatico

domenica 25 maggio 2014

2' di lettura

Venezia, 19 mag. - (Adnkronos) - "La Regione Veneto si e' sempre battuta come un leone contro le estrazioni di idrocarburi in Adriatico, e rimane il nostro fermo no". Non ha dubbi l'assessore regionale all'economia Isi Coppola che all'Adnkronos sottolinea come: "L'Unione Europea dovrebbe vietare subito le estrazioni anche per la Croazia". L'assessore commenta cosi' la notizia che il paese balcanico, da poco meno di un anno entrato a far parte dell'Unione Europea, ha messo a gara per la ricerca e lo sviluppo di idrocarburi alcune isole al largo della costa; autorizzazioni per le quali sono pronte a concorrere tutte le grandi compagnie petrolifere mondiali, dalla Shell a Exxon, compresa l'italiana Eni. Ma, l'assessore veneto non cambia idea, e anzi rilancia: "Spero proprio che non si dia il via ad alcuna autorizzazione, e lo dice una persona che abita in una zona, quella del Polesine, devastata dalle estrazioni di metano che hanno causato gravi fenomeni di subsidenza estesa lungo tutta l'area del Delta del Po, e che continua a creare gravi disagi a tutta la popolazione, senza dimenticare le alluvioni del '51 e del '66". "Oggi viviamo in una terra che e' sotto il livello del mare di 5- 6 metri. E non sprofondiamo solo grazie al lavoro dei Consorzi di bonifica, che peraltro pagano 2 milioni di euro di energia all'anno... E poi, non dimentichiamo il fenomeno del cuneo salino: con l'acqua del mare che entra nel Po per una ventina di chilometri, cosicche' non possiamo piu' disporre di acqua potabile". "Insomma, dalle estrazioni di gas metano abbiamo avuto un' infinita' di problemi a cui si aggiungono i gravissimi danni all'ambiente marino, basterebbe parlare con i pescatori per farsi un'idea delle disastrose conseguenze delle estrazioni. E i vantaggi per eventuali estrazioni di idrocarburi andrebbero tutti e solo a favore delle compagnie, non certo della collettivita". "Cosi', non si torna indietro sul no alle autorizzazioni - assicura l'assessore regionale - e l'Unione Europea dovrebbe vietare anche quelle date dalla Croazia, perche' le conseguenze negative le avremmo anche noi, sulla nostra costa ", conclude.

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