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Pil: Efe Bal, prostituzione non e' illegale, ma va riconosciuta

domenica 25 maggio 2014

2' di lettura

Milano, 23 mag. (Adnkronos) - Efe Bal, una transessuale turca di professione prostituta, da mesi in lotta perche' il mestiere piu' antico del mondo venga riconosciuto anche in Italia, porta la sua protesta anche in piazza Affari a Milano, dove si tiene il convegno Young Factor, organizzato dall'Osservatorio Giovani-Editori e da Intesa SanPaolo. Fin dalla prima mattina, la Bal si e' messa in piedi di fronte al porticato che fronteggia Palazzo Mezzanotte, con un cartello bianco che invoca: "Regolarizziamo la prostituzione", scritto in fucsia. Sottobraccio porta un fascio di lettere da distribuire ai banchieri, con tanto di bollettino inviatole da Equitalia (425.247,89 euro, scaduto il 19 novembre 2013), che la ritiene un evasore fiscale, malgrado lei voglia pagare le tasse. "Un mio cliente - racconta - ha visto l'annuncio del convegno sul Corriere della Sera e me l'ha detto. Cosi' ho deciso di venire: ci saranno sicuramente persone importanti. Voglio manifestare nel modo piu' pacifico possibile". La Bal ha ricevuto cartelle esattoriali per complessivi "500mila euro circa", anche se chiede "di poter pagare le tasse. Sono italiana da 9 anni, ma per lo Stato sono un evasore fiscale". Infatti, spiega, per il Fisco italiano la prostituzione non e' un mestiere riconosciuto, quindi lei non puo' pagare le tasse sui ricavi della sua professione, anche se vorrebbe farlo: "Non e' illegale ne' illecita - ricorda - perche' nessuno dei miei clienti viene forzato a venire da me. Non e' illegale ne' illecito, ma non viene riconosciuto. Invece, deve essere riconosciuto. Ho letto che ora verra' inclusa nel calcolo del Pil, con altre attivita' illegali, ma la prostituzione non e' illegale". Efe Bal ha potuto condurre la sua civile protesta in piazza senza troppe difficolta': "I poliziotti sono stati molto gentili, ma mi hanno spiegato che non posso stare proprio davanti al palazzo", spiega. Ha poi tentato di consegnare una copia della lettera all'ad di Unicredit Federico Ghizzoni, ma non ci e' riuscita.

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