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Cgil: Gramolati, stop localismi, occorre pensiero nuovo per la Toscana

domenica 23 marzo 2014

2' di lettura

Piombino (Livorno), 18 mar. - (Adnkronos) - La scelta simbolica di Piombino, e il ricordo di un metalmeccanico piombinese che "quando ti diceva 'stai sereno' c'era da fidarsi, ora altrove è diverso". L'annuncio della costituzione di parte civile al processo della strage di Prato. Il giudizio sul governo Renzi e sul testo unico sulla rappresentanza ("discussioni legittime, ma poi votiamo e finiamola"). L'esigenza di "un pensiero nuovo" per la Toscana. La denuncia dell'attacco ai corpi intermedi. I numeri impressionanti dell'organizzazione (3 milioni e mezzo di toscani vi si sono rivolti per risolvere un problema negli ultimi quattro anni, e aumentano gli iscritti). Ecco i passi più significativi dell'intervento di stamani di Alessio Gramolati, segretario generale di Cgil Toscana, al congresso dell'organizzazione, che si e' aperto nella citta' portuale di Piombino. "Siamo qui perché qui si difende il lavoro - ha detto Gramolati - e questa lotta è per l'Italia, per la sua politica industriale. Al nostro congresso hanno votato in 126mila, più persone dell'ultima volta: è stata una grande occasione di partecipazione democratica, dove la mozione Camusso ha preso il 97,34%. Non è stato proprio un congresso d'ascolto come volevamo: i gruppi dirigenti hanno cercato di tenere i propri bacini, con emendamenti calati dall'alto che non hanno raggiunto la maggioranza. Quello sul Testo Unico, il più lacerante, non ha raggiunto il 10%". "Il Paese vive la più grave e lunga crisi del dopoguerra. I giovani senza lavoro sono oltre il 42%. Solo nel 2013 si sono suicidate per la crisi 149 persone. Mentre l'Europa stroncava le reni alla Grecia e non solo, in altre parti c'è chi ha voltato pagina rispetto alla crisi con terapie economiche opposte all'Eurozona. A ciò va aggiunta un'Europa impotente sulle nuove sfide democratiche - ha proseguito Gramolati - La ripresa, senza cui l'Europa va a sbattere, deve avere come presupposto quello di abbattere le disuguaglianze, ed è singolare che questo tema sia più presente nella testimonianza di Papa Francesco che nell'offerta politica. Bisogna dare un senso alla partecipazione per combattere la paura e la solitudine". (segue)

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