(Adnkronos) - A giudicare dai dati, la contenuta ripresa non consentirà di migliorare le condizioni del mercato del lavoro: poco meno di un quarto delle imprese del Lazio intervistate dichiara di aver ridotto - o che lo farà entro giugno- il numero di addetti. In controtendenza si muoverà appena il 5% del campione. Meglio va per l'elettromeccanica e l'elettronica, il tessile, l'abbigliamento e il calzaturiero. Ancora nubi all'orizzonte per le costruzioni, il commercio di veicoli e l'autoriparazione. La tanto attesa ripresa dell'economia del territorio sarà ancora contenuta, ma comunque sopra quota "0,": per il triennio 2014-2016 il Cer prevede per il Lazio una crescita dell'1% annuo, in linea con la media nazionale (+1,1% nel 2015 e nel 2016). Nonostante la ripresa, il saldo (ovvero la differenza, in percentuale, tra chi ha espresso un giudizio positivo e negativo) per i principali indicatori delle imprese intervistate resta ampiamente negativo anche per la prima metà del 2014: -24,4% per la produzione così come per gli ordini, -30,8% per il fatturato nel complesso (e -33,3% per il fatturato dal commercio con l'estero) e -29,2% per l'utile lordo. Nel complesso l'indicatore sintetico registra un saldo del -28,4% per le previsioni del I semestre del 2014 in lieve miglioramento rispetto al -30,9% del consuntivo del II semestre del 2013. Pollice verso delle imprese, con una bassa percentuale di giudizi positivi, nei confronti delle politiche scelte dalle amministrazioni, a tutti i livelli, quanto più si sale verso il governo nazionale il cui passato operato è giudicato in misura molto negativa da due imprese su tre. Gli imprenditori chiedono in particolare azioni concrete per ridurre la pressione fiscale, dare concretezza alle politiche industriali, sostenere le imprese e razionalizzare della spesa pubblica.