(Adnkronos) - Guardando le aziende nate in Italia nel 2005, quando la crisi non era neanche prevista, la percentuale di società attive nel 2008 - tre anni dopo lo start-up - era praticamente la stessa, il 75%. Va tuttavia registrato che, fra i due diversi periodi presi in esame, si è ridotto di oltre 10mila unità (-2,5%) il numero di imprese costituite: la selezione all'ingresso ha consentito di evitare un più elevato livello di "fallimenti". Per le imprese in Lombardia, Emilia Romagna e Campania, la capacità di sopravvivenza nel periodo pre-crisi era addirittura più bassa rispetto a quella di oggi. Il numero di imprese attive dopo un triennio è cresciuto di ben 7 punti percentuali in Lombardia (dal 69% nel 2008 al 76% nel 2013), 2 punti in Emilia Romagna (dal 73% al 75%) e mezzo punto in Campania. Per Lombardia, Emilia Romagna e Campania si registra parallelamente una più elevata riduzione del numero di nuove imprese (-7,3% per l'Emilia Romagna, -5,4% per la Lombardia, -3,7% per la Campania). In altre regioni, invece, la sopravvivenza a tre anni nel periodo pre-crisi era più alta di oggi: 6 punti percentuali in Abruzzo e 4 punti in Puglia, Umbria, Toscana e Liguria. (segue)