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Toscana: conclusa fase approfondimento su piano energetico regionale

domenica 23 marzo 2014

2' di lettura

Firenze, 20 mar. - (Adnkronos) - Conclusa la fase di approfondimento dei contenuti e delle linee guida del nuovo Piano ambientale ed energetico della Toscana (Paer). Nelle Commissioni Territorio e Sviluppo economico del Consiglio regionale, presiedute rispettivamente da Gianfranco Venturi (Pd) e Rosanna Pugnalini (Pd), riunite in seduta congiunta, dopo il capitolo dedicato alle azioni di contrasto dei cambiamenti climatici (discusso nella seduta del 27 febbraio scorso), è stato approfondito quello relativo alle azioni di adattamento. Il prossimo passo è fissato per il 15 aprile con le consultazioni, quindi si entrerà nel vivo della discussione con l'eventuale presentazione di emendamenti prima del passaggio in Consiglio. Secondo quanto approfondito nella seduta di oggi, giovedì 20 marzo, la strategia di lungo periodo che la Regione intende portare avanti è articolata su quattro programmi: risorsa idrica, difesa del suolo e della costa, tutela della biodiversità cui si aggiunge anche quello pluriennale per la messa in sicurezza sismica del patrimonio edilizio pubblico e privato nelle aree di maggior rischio per una stima di risorse necessarie di qui al 2030 pari a 390 milioni. Per quanto attiene al programma straordinario sull'acqua, il fabbisogno stimato ammonta a 875 milioni e comprende azioni per ridurre la scarsità di approvvigionamento attraverso interventi per la "diversificazione delle fonti e l'ottimizzazione dell'utilizzo della risorsa idrica". Il capitolo relativo alla difesa del suolo prevede un fabbisogno di 1,5 miliardi e punta alla riduzione del rischio idraulico e idrogeologico. Gli interventi per la difesa della costa per il "riequilibrio del litorale e la riduzione dell'erosione", sono invece stimati in 190 milioni. Gli obiettivi a tutela della biodiversità, se non hanno un fabbisogno calcolato, sono condensati in azioni volte al "completamento, ampliamento e razionalizzazione del sistema delle aree naturali protette", al "miglioramento della gestione e della fruibilità", al "monitoraggio di progetti sulla conservazione di specie e habitat protetti", alla "promozione e valorizzazione di filiere economiche regionali e locali". (segue)

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