Taranto, 18 gen (Adnkronos) - La Confindustria di Taranto lancia l'allarme per le negative ripercussioni della crisi dell'Ilva su circa 400 autotrasportatori che lavorano nell'indotto del complesso siderurgico. Uno di essi ha iniziato lo sciopero della fame perche' e' rimasto senza lavoro dopo il blocco della produzione. "Sono quattrocento circa (la cifra e' approssimata per difetto) gli autotrasportatori che lavorano alle dirette dipendenze del centro siderurgico - sostiene l'associazione di categoria - ed altrettante le famiglie che, per la quasi totalita' monoreddito, vengono gravate dalla mancanza pressoche' totale di lavoro, che peraltro ha gia' comportato la cassa integrazione per buona parte di questi dipendenti e in alcuni casi il licenziamento". Molti autotrasportatori, inoltre, sono "piccoli imprenditori di se stessi", aggiunge Confindustria, e "la loro condizione e' arrivata al limite della sopravvivenza a causa del sequestro della produzione di acciaio che di fatto ha congelato la vendita dei prodotti e di conseguenza tutta la relativa pianificazione legata allo smistamento e all'autotrasporto delle merci". (segue)