(Adnkronos) - Rilancia il tema dei trasporti marittimi, il deputato sardo, dopo aver occupato navi e bloccato i porti sardi per protestare contro la convezione tra Stato e Tirrenia per la continuita' territoriale: "Entro questo mese la convenzione con la Tirrenia deve essere revocata perche' discrimina i sardi e isola la Sardegna, ed entro questo mese il Consiglio dei Ministri deve varare un decreto attuativo per il riequilibrio insulare della Sardegna. La realta' e' che questo Stato discrimina la Sardegna, dimentica il dramma di una terra messa in ginocchio dalle lobbies dell'Eni, dell'Enel, della Tirrenia e dell'Alitalia. Se il Capo dello Stato, il governo e i partiti che lo sostengono sono complici di questo sistema, noi non saremo loro complici". Se la convenzione non sara' revocata annuncia che si collochera' "all'opposizione di questo sistema che cancella i diritti di un popolo a favore degli interessi forti e di quella politica che si approvvigiona proprio dai nemici della Sardegna". "E' giunto il momento che ognuno si assuma le sue responsabilita'. Il Capo dello Stato e il Presidente del Consiglio prima di tutti. Se tengono davvero alla coesione nazionale, all'unita' del Paese diano risposte immediate, senza ulteriori perdite di tempo", afferma, annunciando la raccolta di 100.000 firme "entro la fine del mese" che saranno "la piu' eloquente determinazione di un sentimento diffuso di ribellione a questo sistema", prendendo le distanze dalle "lotte interne alle coalizioni nazionali e ai partiti". "Oggi - dice - il primato per noi deve essere quello della nostra terra, contro le discriminazioni che sta subendo in tutti i settori vitali dell'economia, dai trasporti all'energia". Gia' ieri sera Pili ha aveva annunciato l'iniziativa a Cagliari, in una sala stracolma di amministratori, militanti e sostenitori, la prima delle otto manifestazioni provinciali che toccheranno l'intera isola nei prossimi giorni. Obiettivo di Pili e del movimento nazionalitario Unidos e' quello di mobilitare oltre 100mila sardi per "chiedere la revoca della convenzione Tirrenia".